Terni ad alta velocità, dettagli e retroscena del progetto Frecciarossa

Una coppia di treni al giorno alla stazione di Orte. I nodi: il traffico già in transito e gli “indennizzi” per Trenitalia in caso di calo di passeggeri da Roma. Il 14 novembre consiglio comunale aperto nella cittadina laziale

L’alta velocità che sarà. Dettagli, perplessità e retroscena del progetto che potrebbe mettere i Frecciarossa a portata di Terni.

Un’ipotesi che fino a non molto tempo fa non sembrava avere margini di realizzazione concreti. Non ci credeva - e forse non ci crede troppo nemmeno adesso - la Regione Umbria che nel Piano regionale dei trasporti tutt’ora in vigore non prevedeva la possibilità dei convogli veloci nello scalo laziale, ma puntava tutto sulla realizzazione della stazione Medioetruria - a sud di Arezzo - a servizio dell’intero traffico regionale.

Il cambio di passo sembra abbia coinciso con i cambi al vertice di Trenitalia e dunque con una nuova strategia commerciale che, pur continuando a tenere in altissima considerazione la concorrenza con Italo, l’altro treno ad alta velocità, e dunque il rischio che inflazionare la direttissima di corse potrebbe portare vantaggio agli altri, adesso si presta a valutare anche scenari diversi. Soprattutto nel momento in cui qualcuno avanza possibili candidature.

Da Palazzo Donini dicono che l’interlocuzione andava avanti da tempo e che l’ipotesi di Orte era stata sempre “scartata” da Trenitalia. L’opinione di Forza Italia – a rilanciare il dibattito è stato il deputato azzurro Raffaele Nevi – è tutt’altra. Il risultato non cambia. Si torna a parlare della possibilità di “agganciare” l’alta velocità ad Orte.

Frecciarossa ad Orte, il dibattito politico

Il prossimo futuro dei trasporti Av potrebbe essere declinato in questo modo: una coppia di Frecciarossa 1000 al giorno che, in partenza da Roma, farebbero scalo ad Orte per poi proseguire la loro corsa verso il nord Italia. E ritorno. Il primo nodo sta proprio qui. Le perplessità, iniziali ed attuali, di Trenitalia ricalcano i contorni del “come” far fermare il Frecciarossa ad Orte. Una questione non esiziale, anzitutto per i tempi: la sosta, anche se fosse di 15 minuti, incide sulla resa generale della tratta e dunque potrebbe invogliare alcuni utenti a scegliere un convoglio (vedi Italo) che invece vada più spedito. Seconda questione: uscita e rientro nella direttissima. Un delicato incastro che potrebbe, anche questo, incidere sui tempi. A catena, l’altro quesito: quanti clienti rischia di perdere Trenitalia? Chi sale ad Orte, eventualmente, compenserebbe?

Il bacino d’utenza è stato individuato in una platea di mezzo milione di persone: non solo Terni, ma anche Viterbo e Rieti. Proprio dalla città ducale in queste ore stanno arrivando commenti positivi e rilanci: facciamo fermare ad Orte anche Italo. Si andrebbe insomma a pescare in uno stagno piuttosto vasto, tale da garantire un adeguato ricambio anche di utenti che a Roma dovessero scegliere altri vettori. Il Frecciarossa ad Orte sarebbe comunque un esperimento, preceduto da adeguati studi di fattibilità e da eventuali accordi che potrebbero prevedere la possibilità di “indennizzi” nel caso in cui il monte utenti non dovesse coprire i costi. Capitolo delicato se è vero che l’Umbria ha messo le mani avanti: sì, ma solo a soluzioni a costo zero. Anche perché per il Frecciarossa a Perugia si paga già una “tassa” da oltre un milione l’anno, finanziata da fiscalità generale (le imposte di tutti i cittadini) e da un contributo della Fondazione Cassa di risparmio di Perugia.

Minacce e opportunità che saranno affrontate il prossimo 14 novembre in un consiglio comunale aperto, convocato dal Comune di Orte, al quale parteciperanno anche gli assessori ai trasporti di Umbria (Giuseppe Chianella) e Lazio (Mauro Alessandri).

“Quella che possiamo accogliere – afferma l’onorevole Raffaele Nevi – è una grande opportunità. A questo punto serve una lettera formale da parte delle Regioni interessate. Ma realizzare questo progetto non è impossibile. E voglio rassicurare anche chi teme ripercussioni negative sul traffico pendolare: si tratta di due linee diverse. Ma c’è di più: la scommessa dell’alta velocità sta portando Rfi alla realizzazione di infrastrutture nuove e all’acquisto di materiale rotabile adeguato alle nuove strutture. Quindi, il vantaggio potrebbe interessare tutti”.  

 
 

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