Il Banco Alimentare dell'Umbria affronta l'emergenza del Coronavirus: "Ci saranno nuovi poveri, ci siamo anche per loro"

Intervista a Valter Venturi, presidente del presidio alimentare umbro che sostiene già oltre 18.600 persone in tutta le regione attraverso quasi duecento associazioni di volontariato

Il Banco Alimentare dell'Umbria da oltre venticinque anni si occupa di recuperare le eccedenze dell’industria alimentare, della Grande Distribuzione Organizzata e dei punti vendita alimentari per ridistribuirle gratuitamente alle 190 strutture caritative convenzionate con il Banco stesso, che si occupano di assistenza e di aiuto alle persone indigenti sul territorio regionale. Nel 2019 il Banco ha distribuito 1.150.000. kg di alimenti, per un valore di circa 4.500.000 euro.

L'attivtà del Banco Alimentare è anche un punto di vista privilegiato sulla società regionale e in questa difficile situazione è illuminante conoscere come stanno lavorando i volontari durante l'emergenza. Ne abbiamo parlato con Valter Venturi, presidnete del Banco Alimentare dell'Umbria

"Da ormai un mese e più stiamo operando e lavorando con la consapevolezza di quello che l'emergenza avrebbe generato e in questo senso la situazione non ci ha torvati impreparati. Abbiamo prudentemente lasciato a casa alcuni volontari tra i più anziani per tutelarne la salute, ma ne abbiamo arruolati di nuovi, che stanno portando avanti le attività di distribuzione delle derrate alle varie associazioni. La distribuzione infatti continua regolarmente (attraverso le associazioni riusciamo a raggiungere regolarmente circa 18.600 persone in condizioni di povertà) e grazie ai nuovi volontari siamo anche riusciti a rifornire quelle associazioni di volontariato che si sono trovate a zero volontari a causa dell'età elevata degli stessi. In questo modo è stato scongiurato il pericolo che ad alcune famiglie non arrivassero i viveri".

Purtroppo l'emergenza Covid-19 che ha costretto molti lavoratori a fermare le loro attività, non sembra di veloce risoluzione. Questo sta generando un vero e proprio "mostro", ovvero intere famiglie che si stanno ritrovando senza la possibilità di fare la spesa a causa della mancanza di guadagno.

"Abbiamo stimato che il peggio arriverà nel mese di Maggio - prosegue Venturi - infatti è inutile dire che gli aiuti finanziari come la cassa integrazione non arriveranno sicuramente entro la metà di aprile, e la gente sarà veramente in difficoltà per fare la spesa. Abbiamo già fin d'ora richieste per tramite delle associazioni di persone nuove, che non sono mai state tra i beneficiari degli aiuti del Banco; per questo motivo stiamo lavorando assiduamente anche con i Comuni e in particolare con i servizi sociali, che ci potranno segnalare le nuove situazioni di indigenza da soccorrere. Per noi è un lavoro doppio, ma non importa. Contiamo di superare le 20.000 persone aiutate nella nostra regione".

Sul fronte degli approvvigionamenti, dato che non è possibile fare nuove collette alimentari nei supermercari per ovvi motivi di sicurezza, come contate di garantire le derrate necessarie in più?

"Abbiamo già fatto richiesta a livello europeo - spiega il presidente del Banco dell'Umbria -  chiedendo contrinbuti per la produzione di alimenti in più, al fine di evitare una vera e propria rivoluzione...Va detto che nel momento presente abbiamo ricevuto anche donazioni di derrate a stretta scadenza cedute da attività di ristorazione che sono state costrette a chiudere. Mi domando se tra poche settimane non saranno proprio loro i nuovi poveri da soccorrere e aiutare".

Una prospettiva per il futuro?

"La situazione è e sarà difficile, ma l'Italia conta ancora sul grande cuore di tante persone e nel nostro Paese quando c'è sofferenza tutti danno disponibilità. Questo fa ben sperare, vuol dire che in Italia c'è davvero valore nelle persone e da questo potremo ripartire".

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Chiunque volesse contribuire con le attività del Banco Alimentare del Banco, può ottenere informazioni a questa pagina.

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