Bando del Caos deserto: "La gestione alle associazioni culturali della città"

Le reazioni politiche di Thomas De Luca (Movimento cinque stelle), Alessandro Gentiletti (Senso Civico), Francesco Filipponi (Partito Democratico) e Paolo Angeletti (Terni Immagina)

Caos

Nessuna offerta presentata per la gestione del CAOS. Stamattina si è semplicemente constatato e preso atto dopo che, alle 12 di ieri, scadeva la gara per la gestione degli spazi del Servizio Museale Ternano. Non sono mancate le reazioni politiche a quanto accaduto. A tal proposito il consigliere del Movimento cinque stelle Thomas De Luca propone quanto segue: “A gestire il CAOS siano le associazioni culturali della città attraverso un “maxi” patto di collaborazione, che metta al centro i migliori progetti e le migliori idee fino ad oggi rimaste in un cassetto. Lo strumento c’è: il Regolamento per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani. La città di Terni ha la necessità di un luogo di contaminazione, di confronto, di esperienza artistica diretta, di un organismo vivente e in crescita. Quello di cui sicuramente non abbiamo bisogno sono magazzini ammuffiti in cui accatastare tele e accrocchi oppure di salottini dove la setta dei poeti estinti può misurarsi nelle proprie conoscenze sul cugino della nonna del Poletti. Perché non guardare al Distretto 798 di Pechino, ad un vero e proprio quartiere dell’arte contemporanea. Ad un distretto artistico che fino ad oggi si è concretizzato solo in due, tre totem pubblicitari e in quattro tavole di legno messe in croce? All’ingresso del CAOS, vogliamo lo sportello unico degli eventi dove chi ha una buona idea non venga invitato ad andare altrove – sottolinea il consigliere pentastellato - L’arte non è un patrimonio di pochi. Forse qualcuno sta scambiando la valorizzazione delle radici (fino ad ora calpestate) con l’isolazionismo genetico. Il CAOS può diventare la piattaforma di una rinascita culturale della città, un centro polifunzionale dedicato al cinema, al teatro, all’architettura, alla videoarte e all’arte contemporanea. Basta essere in grado di coinvolgere, stimolare e soprattutto non demoralizzare e ostruire, eliminare gli orpelli burocratici che soffocano ogni iniziativa. I musei? Già da anni abbiamo avviato interlocuzione con Banca d’Italia per valorizzare l’ex sede di piazza Tacito per un museo cittadino al centro della città. Le professionalità le abbiamo, sono i lavoratori da tutelare che fino ad oggi hanno portato avanti la carretta ed a cui qualcuno vorrebbe dare il benservito. Basta costruire un modello di governance che metta insieme capitali privati e risorse statali, mantenendo il controllo nelle mani dell’Ente. Basta solo avere idee forti e ambiziose...quelle che mancano”

Angeletti, Filipponi, Gentiletti: “Esito ampiamente prevedibile”

Una nota congiunta firmata da Paolo Angeletti (Terni Immagina), Francesco Filipponi (Partito Democratico) ed Alessandro Gentiletti (Senso Civico) per commentare l’esito della gara andata deserta :”Era ampiamente prevedibile, viste le risorse, assolutamente insufficienti a disposizione dall'amministrazione e l'assoluta inidoneità del capitolato a recepire e sviluppare le potenzialità del complesso del Centro Arti Opificio Siri. Parliamo di una realtà che rappresenta un punto strategico e che deve essere il volano per il rilancio, soprattutto culturale, della nostra città, sulla quale tanto è stato investito in passato. Sollecitiamo questa amministrazione a procedere immediatamente ad un nuovo bando che sia all'altezza delle aspettative della città, capace di attrarre professionalità e garantire la continuità di funzionamento del polo"

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