Caos nel caos, nessuna offerta per la gestione del Sistema museale ternano

La gara del Sistema museale ternano è andata deserta, il Comune dovrà correre ai ripari. Il vicesindaco Andrea Giuli: "A questo punto ragioneremo subito sul da farsi, non escludendo in teoria alcuna soluzione"

museo caos

E’ proprio il caso di dire che, stavolta, il Caos è nel caos. Ieri alle 12 scadeva la gara per la gestione degli spazi del Sistema Museale Ternano. Nonostante i sei sopralluoghi effettuati nei termini previsti, non c’è stata nessuna offerta. Stamattina, quindi, negli uffici comunali, non è stato possibile far altro che constatare come, semplicemente, non ci fosse nessuna “busta” da aprire.

Un timore che serpeggiava a palazzo Spada ma che ora, di fronte ai fatti, assume subito altri contorni perché l’attuale gestione è in scadenza per il 31 ottobre. Palazzo Spada, quindi, dovrà subito rimboccarsi le maniche per trovare soluzioni alternative e attivare una nuova procedura. Operazione tutt’altro che semplice, considerando la seria difficoltà dell’amministrazione di mettere sul piatto cifre maggiori per la concessione.

E’ probabilmente proprio l’aspetto economico, infatti, a non aver permesso la partecipazione di nemmeno un soggetto interessato alla gara. Come noto, infatti, la base d’asta per la gestione di Caos, Paleolab, Anfiteatro Romano, teatro Secci e della caffetteria oggi conosciuta come Fat, è di 711mila euro, a fronte dei due milioni e mezzo stanziati in occasione del bando per l’ultima gara svolta.

Cifra, quella messa a disposizione che, in effetti, permette di fare poco: nel bando emerge subito il netto taglio alle aperture e al personale da impiegare, a fronte di un elevato costo delle utenze e dei potenziali rischi per le manutenzioni, di uno storico non proprio da incorniciare, con un numero molto esiguo di biglietti a pagamento, a fronte invece dei tanti ingressi gratuiti. A tutto ciò, si aggiunge l’ulteriore impoverimento di un bando che, negli ultimi dieci anni, ha perso i suoi pezzi da 90. In passato, infatti, all’interno della gestione erano compresi anche il teatro Verdi e palazzo Primavera, oltre a Carsulae. L’area archeologica, come, notto, questa volta è rientrata nel bando di gestione della Cascata, in scadenza per domani, e che con i suoi circa 20mila ingressi annui andava a bilanciare la situazione non proprio fiorente degli spazi del Caos che, negli anni, si è configurato sempre di più come spazio aperto e dedito soprattutto alla contemporaneità. Una scelta molto spesso criticata ma che aveva dotato la struttura di un’identità che, ora, con l’uscita di scena degli attuali gestori (Civita, Indisciplinarte, Alis, Actl) andrà sicuramente riscritta, compatibilmente con quello che sarà messo sul piatto dall’amministrazione comunale. Intanto, sulla situazione del Caos sta intervenendo la politica, in primis l’assessore alla cultura e vicesindaco Andrea Giuli

Andrea Giuli: "Ragioneremo subito sul da farsi"

"Apprendo, con rammarico - ha dichiarato -  che il bando per affidare la gestione del polo museale-teatrale del Caos è andata deserto, nonostante i sei sopralluoghi effettuati da altrettanti soggetti, anche importanti. Non possiamo che prenderne atto. Sapevamo che la cifra annuale messa a disposizione per la concessione di servizi di durata quinquennale era contenuta, ma onestamente e oggettivamente,  le finanze ingessate e drammatiche di palazzo Spada in questo momento non ci permettevano altro. Se l’importo a base d’asta - continua Giuli - era certamente non paragonabile a quello del contratto attuale, va precisato che nel bando non c’era più il cespite oneroso di Carsulae, erano stati ridotti i giorni di apertura dei due musei, retrocesse la metà delle giornate a disposizione del Comune per quanto riguarda l’utilizzo del teatro Secci, avviato i  lavori di efficientamento energetico in grado di produrre dei risparmi sulle utenze, pensando così di agevolare gli oneri per l’eventuale aggiudicatario. A questo punto ragioneremo subito sul da farsi, non escludendo in teoria alcuna soluzione, considerando che l’attuale appalto scade il 31 ottobre prossimo, a meno di eventuali altre possibilità previste dalle norme".

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