Inquinamento, allarme cromo esavalente: ecco i dati di Arpa

I dati dell’Agenzia regionale presentati ad un convegno ad Aosta: concentrazioni a Terni più alte dei limiti

“Il monitoraggio del cromoesavalente in qualità dell’aria” è il titolo del dossier realizzato dall’Unità operativa laboratorio multisito di Arpa Umbria e presentato al convegno “Acciaierie&Ambiente” che si è svolto ad Aosta alla fine del mese di ottobre.

Nel documento si fanno alcune premesse fondamentali. La prima: “I dati di qualità dell’aria in Umbria evidenziano la presenza di un’elevata concentrazione di metalli sia nel particolato sospeso che nelle deposizioni atmosferiche della Conca Ternana. Tale area ha caratteristiche orografiche e meteorologiche che non favorisce la dispersione degli inquinanti in essa emessi. In particolare, il polo siderurgico, specializzato nella produzione di acciai speciali, risulta essere il maggior responsabile degli elevati livelli di Cromo e Nickel misurati in atmosfera, tanto più elevate quanto più prossime al punto di emissione”.
La seconda: “Per il Cromo esavalente in aria ambiente non è stato definito un limite di legge e l’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) ritiene che non esista alcun livello di sicurezza in relazione al rischio cancerogeno”. Detto questo, l’Arpa fa però delle proiezioni, ipotizzando un periodo di esposizione pari a 70 anni e individuando una soglia limite di “concentrazioni massime ammissibili” rispetto alle quali i dati medi sarebbero “mediamente inferiori” a “quelli misurati nella conca Ternana”. Insomma, a Terni il problema del cromo esavalente c’è. E si sente.

I campionamenti

Perciò, “date le elevate concentrazioni di cromo in atmosfera ed in relazione alle considerazioni circa la tossicità di questo elemento in funzione del suo stato di ossidazione” Arpa Umbria “ha ritenuto opportuno avviare un primo studio conoscitivo finalizzato proprio alla quantificazione del cromo esavalente nel PM10”, individuando “due punti della rete di monitoraggio della qualità dell’aria: Borgo Rivo, classificato come stazione di fondo urbano, e Prisciano, stazione industriale posta a ridosso del polo siderurgico. I campionamenti sono stati effettuati in due differenti stagioni, invernale ed estiva, ad impianto funzionante e durante la fermata estiva”.

La tossicità del cromo esavalente

Il dossier di Arpa specifica che il cromo esavalente è caratterizzato da un’elevata tossicità sia acuta che cronica ed è classificato “cancerogeno certo” e indicato come “causa del tumore al polmone per inalazione di particolato contaminato”. Per il cromo esavalente “l’apparato respiratorio è il principale organo bersaglio dell’azione tossica e cancerogena. L’ingestione sarebbe invece meno critica, in quanto stomaco ed intestino hanno un’alta capacità riducente”.

I risultati delle analisi

Attraverso un particolare procedimento tecnico, le Polveri sottili sono state filtrate, estraendo la componente del cromo esavalente. Al termine delle verifiche, Arpa dice che “il PM10 campionato nella centralina di monitoraggio di Prisciano è più ricco sia di cromo totale che di cromo esavalente rispetto a quello del sito di Borgo Rivo”. Alle analisi, si accompagnano alcune riflessioni: “Il problema del cromo esavalente, nella conca ternana, va affrontato inquadrandolo in un contesto più ampio che tenga conto dell’elevata polverosità legata all’attività siderurgica, attraverso la quale vengono introdotti nell’ambiente circostante, oltre a cromo e cromo esavalente, una serie di altri inquinanti organici e inorganici. Tra questi possiamo citare il Nickel per il quale sistematicamente non vengono rispettati gli standard di qualità dell’aria, non solo nella centralina di Prisciano, ma anche in pieno contesto urbano (centralina di via Carrara)”. La conclusione dello studio dell’agenzia regionale per l’ambiente è che “seppure negli anni sono stati fatti degli interventi di contenimento delle emissioni che hanno portato a dei miglioramenti misurabili anche sperimentalmente, è comunque necessario uno sforzo ulteriore da parte dell’azienda siderurgica per ridurre ulteriormente la diffusione delle polveri a salvaguardia dell’ambiente e dei cittadini che vi abitano”.

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