Si alza il sipario sul teatro di Terni, ecco come sarà il “nuovo” Verdi

I dettagli del progetto di Palazzo Spada: capienza principale da 826 posti più un “ridotto” da 210 posti. Investimento da oltre 12 milioni. Il “rammarico”: “La mancanza del Verdi ha causato una drastica riduzione dei fruitori dello spettacolo dal vivo”

Giù le luci sulle polemiche e fari puntati sul progetto. Ecco i dettagli del Teatro Verdi che sarà. O almeno, i dettagli del “meta-progetto” licenziato dalla giunta comunale di Terni che disegna il futuro prossimo del teatro della città dell’acciaio. Partendo da una considerazione inserita nello “Studio preliminare per la riqualificazione del Teatro Giuseppe Verdi”: “La mancanza del Verdi ha causato una drastica riduzione dei fruitori dello spettacolo dal vivo; basti pensare che nell’anno 2017 le principali stagioni teatrali e musicali della città, ospitate presso il teatro Secci e l’auditorium di Palazzo Gazzoli, hanno fatte registrare una presenza media di 260 spettatori a spettacolo”, a fronte di una presenza media rilevata tra il 1995 ed il 2010 di 685 spettatori a replica.

Terni ha dunque bisogno del suo teatro, di quello spazio “vitale” che venne edificato “tra il 1840 e il 1848 sotto il governo dello Stato Pontificio su iniziativa della costituita società dei palchettisti, su progetto dell’allora conosciuto e famoso architetto Luigi Poletti, progettista anche dei contemporanei teatri di Rimini (1843 – 1857) e Fano (1845 – 1863). Il Verdi fu inaugurato il 12 agosto del 1849 e poteva offrire una capienza di circa 650 posti adeguata per la città dell’epoca, l’impianto era quello classico all’italiana con quattro ordini di palchetti e loggione”.

progetto Teatro Verdi Terni-2

La relazione elaborata dagli uffici tecnici di Palazzo Spada ripercorre dunque la storia del teatro cittadino, passando attraverso i diversi interventi di ammodernamento e riqualificazione che si sono succeduti negli ultimi decenni. Fino ad arrivare al “cuore” dell’attualità: i contorni del “nuovo” Verdi.

Le novità del progetto

teatro verdi_2-2“Nell’area su largo sant’Agape si prevede un ampliamento volumetrico che modificherà la percezione spaziale e architettonica del contesto”. È prevista la “realizzazione di una nuova sala prove, o ridotto, al piano terra con capienza di circa 210 posti posizionati su gradinata e con possibilità d’accesso ed uso in modo svincolato ed indipendente dalla struttura principale, al fine di migliorare l’offerta di spazi sia per l’attività artistica, didattica e di produzione, anche a supporto del vicino conservatorio G. Briccialdi”. Ci saranno poi “camerini e locali di servizio al di sotto del palcoscenico e da questo opportunamente compartimentati, garantendo un facile accesso dall’esterno e l’abbattimento delle barriere architettoniche” oltre ad una nuova “buca d’orchestra adeguata per la dimensione scenica del teatro e connessa alle strutture tecniche e ai camerini, per una capienza di almeno 50 musicisti”. La ristrutturazione ha poi l’obiettivo di “garantire una adeguata capienza di pubblico distribuito tra: platea primo settore con 214 posti; platea secondo settore 218; platea terzo settore 194; palchetti primo ordine 24; palchetti secondo ordine 68; palchetti nuovo terzo ordine 108” per un totale di 826 posti.

Chi c’è dietro le quinte

Sul palco del nuovo Verdi ci sarà spazio per l’opera lirica, “con la possibilità di utilizzo di un impianto di amplificazione elettro-acustica per essere in grado di ospitare in modo funzionale prosa, musica sinfonica e da camera, concerti di musica popolare, oltre qualsiasi altra attività convegnistica”. La relazione tecnica riporta inoltre “qualche dato storico” utile a comprenderne può essere utile per comprenderne il funzionamento. “Negli anni 2000 il teatro ha ospitato per il 65% spettacoli di teatro e danza, per il 25% concerti e per il 10% opera lirica mediamente in 70 rappresentazioni annue. Prendendo a riferimento i dati delle stagioni di prosa ospitate presso il teatro Verdi, la manifestazione culturale che all’epoca faceva registrare il maggior numero di presenze, si rileva che in quindici stagioni (dal 1995/1996 al 2009/2010) si è registrata una presenza media di 685 spettatori a replica. La mancanza del Verdi ha causato una drastica riduzione dei fruitori dello spettacolo dal vivo; basti pensare che nell’anno 2017 le principali stagioni teatrali e musicali della città, ospitate presso il teatro Secci e l’auditorium di Palazzo Gazzoli, hanno fatte registrare una presenza media di 260 spettatori a spettacolo”.

La gestione

“Fino al febbraio 2008, il teatro era gestito dalla Lucioli srl che affittava il teatro al Comune per le proprie iniziative sia organizzate direttamente che organizzate da associazioni del territorio alle quali il Comune concedeva lo spazio. L’amministrazione sosteneva un costo d’affitto di 1.300 euro/giorno e mediamente utilizzava il teatro per 60 giornate l’anno sostenendo una spesa annua di circa 70.000 euro. Dal marzo 2008 all’aprile 2009 il teatro è stato gestito direttamente dall’amministrazione che l’ha messo a disposizione per 178 giornate sostenendo un costo di gestione di circa 250.000 euro”.

Il progetto è stato elaborato anche in base alle “raccomandazioni” degli operatori culturali che organizzano le principali stagioni teatrali e concertistiche della città. “L’aver poi ricavato una sala piccola da 210 posti consente una maggiore fruibilità del teatro, come testimoniano altri spazi teatrali italiani dotati di più spazi, potendo ospitare spettacoli, concerti, conferenze e quant’altro che necessitano di uno spazio più raccolto e più agile nella gestione”.

Riguardo invece alla sostenibilità economica e gestionale può essere utile dare un ordine di grandezza a quello che può essere il costo di gestione del teatro prendendo a riferimento sia i dati “storici” che altri spazi teatrali quali, ad esempio, il teatro Morlacchi di Perugia (768 posti) che ha un costo di gestione annuo di circa 450.000 euro di cui il 42% riguarda il costo del personale. Considerando le differenze architettoniche, tecnologiche e funzionali dei due spazi teatrali si può ipotizzare per il teatro Verdi un costo di gestione che oscilli tra i 300 ed i 350mila euro l’anno precisando che tale dato rappresenta soltanto un ipotesi essendo strettamente legato alle scelte tecnologiche ed energetiche del futuro progetto.

Secondo i tecnici di Palazzo Spada, infine, il “costo massimo delle opere dell’intervento da realizzare è stimato in 9.240.000 euro mentre La spesa complessiva stimabile ammonta a poco più di 12 milioni di euro”.

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