La storia di Luigi Ascani, disperso durante la Grande Guerra e ritrovato dopo 100 anni 

Partito nel 1915, di lui si erano perse le tracce. Solo ultimamente i famigliari hanno scoperto dove era stato sepolto

La storia di Luigi Ascani, le sue sorti, il suo destino, sono rimasti avvolti nell’oblio per più di un secolo. Una storia che rappresenta le tante storie dei dispersi della Grande Guerra, dei tanti che non hanno ricevuto sepoltura e di cui si sono perse le tracce.
Ma se la storia di un giovane disperso in guerra si intreccia con dei discendenti caparbi e curiosi, con le opportunità del web, con la disponibilità degli storici e con una serie di fortunate coincidenze, possono succedere cose davvero inaspettate.

La storia del caporale Ascani

Oggi pomeriggio la biblioteca del Clt ha raccontato una storia che rischiava di rimanere dimenticata, proprio quella di Luigi Ascani. Grazie alla partecipazione di Franco Marini, pronipote di Luigi, del presidente del Centro Studi Storici Domenico Cialfi e dello storico Silvano Gallon, è stato possibile ricostruire una vicenda che nasce e finisce su due diversi monumenti ai Caduti, quello di Terni e quello di Acquasparta.

“Questa storia è caratterizzata da una serie di coincidenze abbastanza incredibili – ha detto l’architetto Franco Marini -. Nel 2015, con degli amici, abbiamo avuto l’idea di studiare il monumento ai Caduti di Acquasparta, tentando di dare un volto agli 86 sfortunati concittadini caduti in guerra. Parallelamente, c’è la storia della mia famiglia: un mio bisnonno, Clorindo Marini, combatté a Vittorio Veneto e morì alla fine anni ’60. Il mio bisnonno materno, il ternano Luigi Ascani, era invece partito per la guerra e non è mai più tornato. La volontà di scoprire qualcosa in più è nata dalle suggestioni che avevo sin da piccolo, con il ricordo dei racconti mia nonna, sempre afflitta per non aver conosciuto il padre, che lasciò famiglia con 4 figlie piccolissime, e per non avere un luogo dove piangerlo”.

Da Acquasparta a Terni

E’ qui che entra in gioco il web: per il progetto legato ad Acquasprta, Marini inizia a spulciare la Rete e si imbatte nel sito www.cadutidellagrandeguerra.it. In questo sito, degli 86 nomi del monumento di Acquasparta, ne appaiono 66. E così, arriva l’idea di digitare anche il nome del bisnonno: alla voce Luigi Ascani, appare una scheda che riporta che il caporale Ascani, del 62° reggimento fanteria, nato il 7 novembre del 1884, era morto 1884 il 21 maggio 1918 in Macedonia a seguito delle ferite riportate in combattimento.

Le ricerche continuano: Marini ricostruisce gli spostamenti del Reggimento – costituito da oltre 50mila soldati - e scopre che nel luglio 1916, lo stesso era stato trasferito sul Fronte Macedone, fino alla fine della Guerra. Per due anni, Luigi Ascani combatté tra Salonicco e il confine tra Grecia e Macedonia.

A questo punto, è di nuovo il web a dare una risposta: Marini continua a cercare e si imbatte nel sito www.frontemacedone.it. “Ho visto una mail nei contatti – racconta – e ho deciso di mandare una mail. Incredibilmente, il giorno dopo ricevo una risposta dallo storico Fabio Cottifava che mi dice che sì, Luigi Ascani era sepolto a Salonicco, insieme ad altri 3mila soldati italiani. Il giorno dopo, addirittura, mi ha mandato la foto della lapide”.

A questo punto, il destino di Ascani viene condiviso con la famiglia e, tra un confronto e un altro, uno zio evidenzia che sì, il nome di Luigi Ascani appare nel monumenti ai Caduti di Terni. “Verificare che effettivamente è così – conclude Marini – è stato un po’ come chiudere un cerchio, un cerchio che racchiude la storia del mio bisnonno, ed è stato un po’ come riportarlo a casa”.

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