Tanti auguri al “prete buono”: don Giuseppe festeggia 80 anni di sacerdozio

La vita del sacerdote dalle lezioni di latino ai biscotti per i ragazzi del catechismo: martedì 23 luglio doppia festa a Sambucetole e al santuario di Collevalenza

Il prossimo martedì 23 luglio don Giuseppe Marinozzi, 104 anni di età, celebrerà gli 80 anni di sacerdozio. Don Giuseppe è stato parroco per 73 anni di Sambucetole, oggi è parroco emerito ed è ospite nella comunità sacerdotale di Collevalenza. Ottant’anni di sacerdozio, un traguardo impensabile nella logica umana, eppure reale e vissuto con grande lucidità e partecipazione interiore, al di là degli inevitabili acciacchi e limiti dovuti alla sua veneranda età.

Un “prete buono”, amato e conosciuto da tutti, come lui del resto conosce tutti a Sambucetole. Giovane sacerdote, negli anni ’60 ha insegnato latino e greco nel seminario di Amelia e religione nelle classi delle medie e del Ginnasio. Ha collaborato per molti anni, dopo la morte di monsignor Sensini, già vicario di Amelia, con la curia diocesana, mantenendo aperto l’ufficio matrimoni presso la curia di Amelia e seguendo le pratiche matrimoniali, fino agli anni recenti. Negli anni Ottanta ha retto, dopo la partenza del padri cistercensi, la parrocchia di Foce e il Santuario della Madonna delle Grazie.

Schivo nell’accettare inviti a pranzo o a cena nelle famiglie, era invece un cuoco provetto, famoso per i suoi biscotti che regolarmente preparava per i bambini della scuola materna parrocchiale o per i ragazzi del catechismo e per le donne che pulivano la chiesa. La gente di qualsiasi età racconta che era impossibile uscire dalla canonica senza aver accettato qualcosa di dolce o altro. Autista provetto e “vivace”, ha rinnovato la patente di guida fino a 97 anni.

Un traguardo eccezionale che sarà festeggiato in modo solenne grazie all’impegno del comitato paesano a cominciare dal triduo di preghiera per le vocazioni alle 17.30 a Sambucetole e la celebrazione il 23 luglio alle 18.30 presieduta dal vescovo Giuseppe Piemontese nella cripta del santuario di Collevalenza, i saluti dei paesani e della città di Amelia con le autorità civili e militari e un momento conviviale.

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