Ecco la “città dello sport”, operazione da 20 milioni di euro. Il Comune: grazie al contributo della Fondazione Carit

Messi a disposizione due milioni per il nuovo palasport, così rinasce l’area attorno allo stadio Liberati: sette ettari per manifestazioni sportive, eventi culturali e non solo. I dettagli

L’intervento che porterà alla nascita del nuovo palasport e alla complessiva riqualificazione dell’area attorno allo stadio “Libero Liberati” viene definito dall’assessore comunale ai lavori pubblici, Enrico Melasecche, come “l’opera più importante che verrà portata a termine in questa consiliatura”.

Un puzzle estremamente complesso che va a realizzare la ‘città dello sport’, dopo decenni di parole”, dice ancora l’assessore illustrando i dettagli del progetto e ringraziando pubblicamente la Fondazione Carit che ha deciso di contribuire “alla realizzazione del Palasport di Terni con un contributo di 2 milioni di euro come da nostra richiesta. Un ruolo attivo che contribuisce a far diventare la nostra città quella ‘Terni, dynamic, green, smart city’, la città media più attrattiva del Centro Italia, cui stiamo lavorando alacremente”.

In cantiere dunque non solo la riqualificazione “dell’area più importante della città a ridosso del centro storico” per una superficie complessiva di circa 7 ettari ma anche la realizzazione di un nuovo mattatoio che vedrà la luce in una zona diversa e che sarà “finalmente in regola” oltre “potenzialmente – sottolinea Melasecche - anche di un piccolo polo dell’ortofrutta se il mercato manifesterà interesse ed energie adeguate, mettendo il Comune l’area a disposizione e ripetendo esattamente lo schema odierno”.

La struttura sportiva principale consentirà eventi cui potranno assistere 4.000 spettatori, 5.500 nel caso di spettacoli musicali e culturali e, in estate, ben 4.500 posti all’aperto in riva al fiume Nera, “finalmente recuperato alla città con le nuove piste ciclabili urbane e le due extra urbane verso Narni e la cascata. Un salto di qualità reale per una Terni che ha bisogno come l’ossigeno di nuove occasioni di sviluppo e di ritrovato ruolo”.

“Ringrazio anche l’Asm – dice ancora Melasecche - perché si è messa a disposizione per realizzare entro l’anno, su area di proprietà comunale, il nuovo centro raccolta rifiuti, più grande e funzionale dell’attuale, fonte di degrado vergognoso per una città civile che a San Martino dura da troppo tempo”. 

Palazzo Spada sta lavorando a due opere complementari e che l’assessore definisce “essenziali”: i sottopassi in viale dello Stadio e sotto la ferrovia Terni-Sulmona, oltre a parcheggi importanti,  nuovi ed esistenti, “che metteremo in rete e che andranno a risolvere i problemi di sempre rendendo quell’area finalmente permeabile, con i flussi di accesso in città monitorati e gestiti da una segnaletica luminosa, tecnologicamente all’avanguardia, gestita da un sistema centralizzato, come ormai avviene da anni nelle città più evolute”.

L’operazione muove un business complessivo ben superiore ai circa 17 milioni di investimento della Silc di Simon Pietro Salini, giungendo ad un “valore integrato” di circa 20 milioni di euro “che porteranno sviluppo, lavoro e prestigio anche per tutti i comuni circostanti. Una vittoria quindi della politica migliore, quella del fare e del fare bene, di cui la città ha estremo bisogno”.

L’unica tessera del puzzle da mettere ancora a regime riguarda il destino del Liberati che necessita “di una seria riqualificazione, comunque a portata di mano, sol che lo si voglia, con soluzioni moderne, possibili, alla luce del sole”.

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