Montefranco: "Siamo invasi dai gatti", l'Asl risponde: "Troppo pochi, non sono colonie"

Il sindaco: "Residenti esasperati. Si moltiplicano senza controllo e sono vittime di incidenti stradali e di epidemie". Roberto Giannelli: "Controlleremo la situazione e li cureremo, ma prima di oggi nessuna segnalazione di malattie e sofferenze"

È una questione spinosa quella che l'Asl sta cercando di risolvere a Montefranco. Dopo la nota di questa mattina, 6 agosto, del sindaco del paese Rachele Taccalozzi sull''emergenza gatti'gli addetti dell'Asl faranno un altro sopralluogo.

“La situazione sanitaria – dice Taccalozzi - sta degenerando, i residenti sono esasperati e i gatti si moltiplicano senza controllo. Sono inoltre vittime di incidenti stradali e di epidemie che stanno causando loro enormi sofferenze. Gli amministratori ed alcuni residenti se ne occupano a titolo personale ma la situazione sta divenendo ingestibile”.

Un primo accertamento sulla questione era stato fatto a marzo, dopo che il sindaco aveva inviato tutta la documentazione, prodotta dalla polizia, relativa a 6 presunte colonie. "Durante il primo sopralluogo - spiega Roberto Giannelli, responsabile del reparto Sanità animale dell'Asl - abbiamo rilevato che il numero di gatti presenti era inferiore a quello che la normativa stabilisce per indicare la presenza di una colonia felina; quelli che abbiamo trovato vanno chiamati gatti liberi".

Per definire una colonia tale devono essere almeno 5 gatti e devono trovarsi sul suolo pubblico. "Se, per esempio, troviamo 10 gatti nel giardino condominiale di un palazzo e nessuno di questi mici ha un proprietario, allora possiamo riconoscerla come colonia. Se invece questi ipotetici 10 gatti si trovano nel giardino di una casa, anche se non sono del proprietario di questa abitazione, non possiamo riconoscerli come colonia perché si trovano su suolo privato", chiarisce Giannelli.

"L'Asl avrebbe dovuto avviare gli interventi sanitari e di sterilizzazione degli animali – dice la Taccalozzi - invece il servizio veterinario, con una nota firmata dal responsabile del settore randagismo, ha risposto genericamente sostenendo che la Asl non riconosceva quelle segnalate come colonie". 

Proprio questo è il nodo della questione. A quanto pare, infatti, dopo il primo sopralluogo, una situazione simile a quella descritta nell'esempio, è ciò che si è presentato agli addetti dell'Asl. Ed è proprio questo motivo per il quale non hanno potuto procedere con la sterilizzazione.

Il sindaco però non ha lamentato solo la riproduzione incontrollata, ma anche le malattie e gli incidenti a cui questi gatti vanno incontro. "Ho parlato personalmente con il sindaco", dice Giannelli. "A marzo le spiegai, come lei stessa dice nella nota, le motivazioni per cui non abbiamo potuto riconoscere le 6 colonie indicate da lei e dagli abitanti del paese. Tuttavia nessuno a marzo ci parlò di gatti malati o di gatti in pericolo di vita". In queste situazioni si opera in modo diverso. Nel caso in cui il gatto sia malato si fa la segnalazione all'Asl, che, anche nel caso di gatto libero e non di colonia, può intervenire per salvaguardare l'animale.

"Proprio per questo motivo ho invitato i miei colleghi a fare un ulteriore sopralluogo che ci sarà in questi giorni. Se i gatti sono malati li cureremo. Ma prima non abbiamo ricevuto nessuna segnalazione e per questo non ci siamo preoccupati", sottolinea. "Con questo nuovo intervento vedremo anche se ci sarà margine per poter rimodulare la situazione, stabilendo così la presenza di colonie feline sul territorio. Ma questo non possiamo dirlo con certezza. È tutto da vedere e verificare".

Il problema della sterilizzazione quindi rimane, ma, a meno che effettivamente non vengano riconosciute delle colonie, non c'è soluzione perché l'Asl andrebbe contro a una normativa regionale. "Se li sterilizzassimo - continua Giannelli - contravverremmo i lea, livelli essenziali di assistenza, che la legge ci impone. Per fare qualcosa la Regione dovrebbe cambiare i parametri della norma".

Anche l'Enpa non può fare nulla. Dall'associazione, infatti, rispondono che a loro non è arrivata alcuna segnalazione. "Noi collaboriamo con molti Comuni della Valnerina. Aiutiamo, ad esempio, le colonie di Arrone e di Ferentillo. Da pochi giorni ci è arrivata la notizia di una presunta colonia a Casteldilago. Abbiamo così iniziato le procedure per vedere se effettivamente si può riconoscere una colonia o se sono solo gatti liberi. Ma di Montefranco non ne abbiamo mai saputo nulla prima di questa nota".

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