La città che non piace: ex Lanificio Gruber tra degrado e bivacchi

La zona dove sorge l'ex fabbrica è meta continua di balordi, i residenti chiedono aiuto: "Abbiamo paura, vogliamo le telecamere di sorveglianza e maggiori pattugliamenti delle forze dell'ordine"

Ancora vandali. Ancora bivacchi notturni di balordi che incutono timore a chi abita nella zona dell’ex lanificio Gruber. Segni di pernottamenti abusivi, siringhe e rifiuti di vario genere sono ormai all’ordine del giorno. I raid si sono ripetuti anche nei giorni scorsi. La storia dell’ex Lanificio Gruber è ingloriosa nonostante il valore archeologico di questa grande struttura. I fondi per un restauro sono al momento fermi perché rientrano del famoso ‘Piano periferie’ congelato dal Governo. Le segnalazioni giungono quotidianamente, i cittadini protestano e chiedono sostegno alle istituzioni: “Abbiamo paura. La notte ci tappiamo in casa, uscire in questa zona è pericoloso. Da tempo chiediamo più controlli e soprattutto l’installazione di telecamere di sicurezza. Tutto inutile”.

Il degrado è infinito, chi entra all’interno dell’area, pure senza troppi problemi perché il cancello è spesso privo del lucchetto, lo fa a suo rischio e pericolo: tra le erbacce si scopre di tutto e l’illuminazione è praticamente inesistente. Per il restauro dell’area però occorrerà attendere probabilmente ancora per molto. La zona Gruber, come detto, rientrava nei progetti di recupero con i fondi del piano Periferie, un investimento complessivo di oltre 13 milioni di euro, 10 dei quali provenienti dallo Stato, interventi che puntavano a rilanciare la zona Est della città. In più di venti anni sono stati studiati diversi progetti per ridare dignità a questa fetta di città: si era parlato di centro polivalente, di cittadella del sociale, fino ad alloggi per single, separati e categorie speciali con una parte di edilizia privata. Si è parlato più volte anche di bonifica, in quel terreno sarebbero presenti idrocarburi pesanti residui dell’attività della fabbrica.

Proprio per questo l’area dell’ex lanificio Gruber tempo fa era stata inserita nell’elenco dei siti di interesse nazionale (Sin) insieme all’ex discarica di Papigno e quindi inserita nel programma nazionale di bonifica delle aree inquinate. Proprio su questa vicenda che ha sollevato dubbi e preoccupazioni sulla possibile esistenza di falde inquinate e di vasconi in riva al Nera dai quali fuoriuscirebbero sostanze difficili da monitorare, di recente è stata l’assessore all’Ambiente Benedetta Salvati a fare chiarezza: “Non sussiste alcun rischio né per la salute né per l’ambiente”, ha dichiarato. Il rischio di fare spiacevoli incontri invece purtroppo resta.

Polizia di Stato e carabinieri hanno più volte fatto irruzione all’interno dell’ex fabbrica per allontanare soggetti poco rassicuranti. La richiesta a gran voce di videocamere di sorveglianza sarà probabile oggetto di un esposto che pare qualcuno stia già pensando di inviare al più presto alle autorità competenti.

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