La rivincita dei nerd: quando scienza e musica s’incontrano

Dalla mente di un ragazzo ternano nascono i concerti scientifici, in arrivo anche a Terni. Lorenzo Pizzuti ci racconta come

Continua il viaggio settimanale alla scoperta dei musicisti ternani e delle loro storie. Con oggi siamo arrivati al secondo appuntamento: se non conosci questa rubrica, dai una letta anche agli altri articoli. 
#1: i Mazingari  

“Che faccio nella vita? Suono il pianoforte, a volte dirigo anche e soprattutto parlo di scienza. Possibilmente nello stesso momento e sopra lo stesso palco”. Dall’altro lato del telefono Lorenzo Pizzuti, che in questo momento si trova a Genova per partecipare al Festival della Scienza, si concede una piccola risata.

Lorenzo ha 26 anni, è nato e cresciuto a Terni, è diplomato in pianoforte al conservatorio Briccialdi di Terni e laureato in fisica all’Università di Perugia. Attualmente è dottorando in cosmologia all’Università degli studi di Trieste, dove lavora anche all’Osservatorio astronomico di Trieste il cui ex direttore, Stefano Borgani, è un altro ternano doc. 

L’amore per la scienza e per la musica sono le mie grandi passioni da sempre – racconta – perché mi permettono di creare connessioni tra le persone. Non volendo rinunciare a nessuna delle due, ho trovato il modo di incastrarle insieme”.

Così – come fosse la cosa più semplice e immediata da fare – è arrivata la soluzione: proporre dei concerti in cui, tra un brano e l’altro, poter parlare anche di scienza. Ma senza annoiare, anzi, creando delle scenette comiche di tre o quattro minuti al massimo.

Lo studio dell’evoluzione dell’universo e delle sue strutture insieme al rock degli AC/DC con Thunderstruck. Ma anche la curvatura della terra e la musica jazz. O la meccanica quantistica, la biologia oppure ancora la fisica, l’astrofisica e l’oroscopo dalle note pop. Un format unico, uno spettacolo che è una via di mezzo tra cabaret, divulgazione scientifica e musica. In due parole: un concerto scientifico.

“Anche se parliamo di argomenti specifici e settoriali cerchiamo di comunicarli alle persone in maniera semplice, diretta – spiega Pizzuti – così puoi divertirti e imparare qualcosa contemporaneamente: è questa la mia visione di divulgazione e animazione scientifica, il mio sogno nel cassetto”.

La nascita degli Science Concert

Parlare in pubblico di scienza è una prospettiva che si è concretizzata nel 2016, quando Lorenzo ha partecipato al concorso nazionale di divulgazione scientifica “FameLab – la scienza in 3 minuti" accedendo alla finale internazionale di Cheltenham, in Inghilterra, dove si è classificato tra i primi 12.

Poi nel 2017, durante un periodo studi in Germania a Heidelberg, è arrivata la musica: “Avevo stretto amicizia con questi due ragazzi che erano ricercatori e musicisti, proprio come me – ricorda – nell’aula magna dell’università c’era un pianoforte a coda e così abbiamo deciso di metter su un'esibizione di musica pop. Il fatto che fosse un concerto fatto da scienziati ha funzionato tantissimo”.

Una volta tornato a Trieste, il pianista e fisico ternano ha riproposto lo stesso binomio all’associazione Science Industries di cui è tuttora nel direttivo: “Da quel momento abbiamo fatto 11 edizioni in tutta Italia e non solo – commenta ancora – siamo tutti scienziati, le persone cambiano a seconda del luogo in cui facciamo l’evento, a volte siamo in 4 e altre volte in 15”.

Il nucleo fondante dei concerti scientifici è composto da altri due ternani, Niccolò Ceccarelli e Salvatore Cipriano: “Il format è ideato e pensato da me – spiega Lorenzo pizzuti – ed è a tutti gli effetti una delle attività di punta della nostra associazione, tanto che a maggio scorso ha vinto il secondo premio come migliore attività dei progetti giovanili al meeting di Praga organizzato dalla Società Europea di Fisica (Eps)”.

Scienziati di giorno, musicisti di notte

Armonizzare insieme tutti gli elementi non è facile: “Servono tante competenze musicali, scientifiche e anche una buona dose di preparazione teatrale – spiega il giovane – e poi bisogna trovare dei fili conduttori che uniscano i brani musicali all’argomento che viene tratto, un po’ come una trasmissione radiofonica live”.

Ogni concerto scientifico viene organizzato con un tour de force di un paio di settimane, in cui vengono preparati i talk e arrangiati i pezzi: “È un impegno notevole che facciamo tutti con molta passione. Non sono attività redditizie, li facciamo come attività di volontariato perché siamo un’associazione senza scopo di lucro”.

Intanto, con la testa tra uno spartito e tra gli studi sulle galassie lontane lontane, Lorenzo Pizzuti prepara il suo ritorno nella conca ternana: “Ho trovato un lavoro a tempo indeterminato come programmatore – anticipa – quindi i concerti scientifici arriveranno anche a Terni, il primo di questi l’8 dicembre al Clt”.

Di progetti in mente per Terni ne ha tanti: “La mia passione è anche un dovere verso le nuove generazioni – conclude Lorenzo Pizzuti – vorrei fare degli incontri settimanali di divulgazione negli osservatori della città, degli appuntamenti teatrali, altri concerti e seminari”.

Ma oltre ai finanziamenti mancanti, c’è un altro problema: “Nonostante sia molto legato alla mia città natale, non sono contento di come Terni sia diventata. Anche se è una città dalle mille risorse, in una posizione strategica e vicina a tante attrazioni, è terribilmente spoglia dal punto di vista culturale. Per i giovani come me, non sembra esserci tanto futuro”.

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