SPECIALE EUmbria - Migranti e accoglienza: ecco come funziona lo Sprar di Terni

Il sostegno economico per vitto e alloggio e l’inserimento al lavoro: intervista a Francesco Camuffo e Francesco Venturini

Articolo realizzato nell’ambito del Progetto FISE-Europe Direct Terni – Comune di Terni – Università di Perugia, con il cofinanziamento della Commissione Europea

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Gli Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) sono istituti di seconda accoglienza gestiti da enti locali in collaborazione con realtà lavorative territoriali. Oggi accolgono circa 23mila migranti, ospitati in 400 comuni italiani. Fra questi c’è Terni, che con le sue 15 strutture ospita 54 persone tra cui donne e minori. La loro gestione è affidata all’Arci e all’Associazione San Martino (Caritas) i cui responsabili - Francesco Camuffo e Francesco Venturini - hanno risposto ad alcune nostre domande riguardanti l’integrazione dei migranti nel mondo del lavoro e l’organizzazione concreta della vita nelle strutture Sprar ternane, anche secondo gli standard europei per la gestione di rifugiati e richiedenti asilo (Direttiva UE 33/2013)

Camuffo, come Arci di cosa vi occupate nel progetto Sprar?

“All’interno dell’associazione temporanea di scopo, Arci Terni si occupa soprattutto dell’inserimento sociale e lavorativo dei beneficiari dei progetti, che diventano così soggetti attivi nella vita del territorio. Questo inserimento consiste in un vero e proprio percorso, che inizia con un laboratorio di orientamento al mondo del lavoro. Dopo la prima fase, vengono organizzati corsi di lingua italiana, prima all’interno della struttura, poi presso il servizio pubblico con i Cpia (Centri permanenti insegnamento adulti). Una volta acquisite queste competenze di base, il beneficiario viene indirizzato verso tirocini formativi o corsi professionali (es: pizzaiolo, saldatore) con agenzie e aziende convenzionate. In sostanza, o viene pagato un corso già presente, o ne viene allestito uno all’interno dello Sprar (se il numero dei beneficiari è consistente), altrimenti inizia un apprendistato presso un’azienda artigianale. Grande rilevanza hanno anche le attività di integrazione sociale e culturale (mostre, pubblicazioni, concerti, laboratori di teatro, fotografia, attività sportive, incontri con le scuole) tese ad offrire opportunità di conoscenza tra nuovi e vecchi cittadini”.

Venturini, la vostra associazione gestisce concretamente le strutture ospitanti. Gli standard europei prevedono che nelle strutture Sprar debbano essere serviti almeno 3 pasti (5 ai minori), di cui almeno uno caldo. La cadenza è rispettata? Quali sono i pasti più frequenti?

 “La completa autonomia nella preparazione dei pasti è la modalità più in linea con gli obiettivi dell’accoglienza integrata e, secondo il manuale Sprar, è obbligatoria nel caso di accoglienza in appartamenti. Per il vitto viene effettuata l’erogazione di denaro direttamente ai beneficiari, che in autonomia acquistano beni alimentari. Il contributo vitto è pari a 5 euro giornalieri pro capite, erogato mensilmente in un’unica soluzione”.

È sancito anche l’obbligo di fornire vestiti: dove prendete di solito gli indumenti?

“La fornitura di vestiario e biancheria personale viene erogata in due soluzioni per un ammontare annuo pari a 200 euro”.

Parliamo del cosiddetto “pocket money”: cosa è, a quanto ammonta e con che criteri viene calcolato?

“Il pocket money consiste in un contributo in denaro da corrispondere a ogni beneficiario e destinato alle piccole spese personali, ulteriori rispetto ai beni e ai servizi garantiti. Oltre a consentire ai beneficiari di acquistare anche generi non di prima necessità, è uno strumento di supporto ai percorsi di inserimento. Permette, infatti, di acquisire maggiore confidenza con la valuta e di testare direttamente il costo della vita. Il pocket money ammonta a 2,50 euro giornalieri e viene erogato in un’unica soluzione mensile anticipata. Tuttavia, i criteri per il calcolo e l’erogazione stessa del pocket money sono dettati dal manuale unico di rendicontazione dello Sprar e tale somma può variare. Qualora il beneficiario svolga un tirocinio formativo e/o corso di formazione professionale che preveda rimborsi, l’erogazione del pocket money viene sospesa per tutta la durata del corso. Oppure, nel caso di un nucleo familiare pari o superiore alle 3 persone, si applica una riduzione del 20% del pocket money, che sale al 30% se il nucleo è pari o superiore alle 5 persone; questo perché le famiglie ospitate sono considerate unitariamente”.

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