Diocesi, la rivoluzione comincia da Terni: così cambia la Chiesa in Umbria

Verso la divisione di Orvieto-Todi: la città della rupe passerà con la curia ternana mentre le parrocchie tuderti saranno assegnate all’Arcidiocesi di Perugia. Le novità dal 2020

Il duomo di Terni

I piccoli passi di una grande rivoluzione che è destinata a cambiare la geografia ecclesiastica, in Umbria e nel resto d’Italia. Da anni ormai si parla della necessità di riformare la struttura della Chiesa. Papa Francesco l’ha definita una “esigenza pastorale attuale”, mentre il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, ha sottolineato la necessità di un “cambiamento” da attuare con “misure intelligenti” che non debbano tradursi in una semplice “matita per cancellare”.

Fatto sta che dall’inizio di questo 2019, la riduzione delle 226 diocesi in Italia ha cominciato a diventare un fatto concreto e non più soltanto auspicato. La “riforma” passa però non attraverso stravolgimenti evidenti.
A febbraio, ad esempio, Palestrina è stata unita a Tivoli in persona episcopi. Ad aprile, il segretario generale della Cei ha lasciato Fabriano-Matelica senza che venisse nominato un successore, mentre ad Alife-Caiazzo sono state accettate le dimissioni per raggiunti limiti di età dell’ordinario con la nomina del vicino (ma non confinante) vescovo di Sessa Aurunca come amministratore apostolico. A maggio il vescovo di Ales-Terralba è stato promosso nella sua sede metropolitana di Oristano.  

Un percorso che sembra essere destinato a ripetersi anche in Umbria. A dicembre il vescovo della diocesi di Orvieto-Todi, monsignor Benedetto Tuzia, andrà in pensione. E dalle mura Leonine arrivano indicazioni rispetto al fatto che non sarà nominato un successore nell’ottica di procedere ad una ridefinizione della diocesi procedendo a due accorpamenti.

Il territorio della diocesi si estende su oltre 1.300 chilometri quadrati di superficie e tocca tre province: Perugia, Terni e Viterbo visto che la diocesi comprende anche il comune di Bolsena, nel Viterbese. Conta 92 parrocchie e 21 zone pastorali. Stando agli ultimi dati del 2016, i battezzati in diocesi sono 90mila mentre i sacerdoti – complessivamente – sono 107.

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L’idea potrebbe essere quella di accorpare – a partire dal 2020 – Orvieto (attuale sede vescovile) con Terni mentre Todi entrerebbe a fare parte della Arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve. Possibile che in questa ridefinizione, Bolsena – dove si trova la basilica minore di Santa Cristina – venga assegnata alla diocesi di Viterbo. A questo punto, le diocesi in Umbria diventerebbero sette, con la possibilità che un “esperimento” del genere venga ripetuto laddove la popolazione totale di riferimento non arrivi alle centomila unità. Se questo dovesse essere il criterio, assieme a Perugia e Terni, probabilmente, “resisterebbero” soltanto Assisi-Nocera-Gualdo e Spoleto Norcia.  

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