Smontaggio della Telfer, parte l'esposto alla Corte dei conti

Il Centro Studi Politici e Sociali "F. M. Malfatti" chiede di accertare se vi siano state irregolarità nella gestione del denaro e del patrimonio pubblico, e di attivare le necessarie verifiche sui fatti

Telfer

Il Centro Studi Politici e Sociali "F. M. Malfatti", in merito alla demolizione della passerella Telfer dell'ex elettrochimico di Papigno, sito interamente dichiarato di interesse culturale dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici dell’Umbria, nella giornata di ieri, ha presentato un esposto alla Procura regionale della Corte dei conti dell'Umbria, evidenziando quanto segue.

"La demolizione di un manufatto di archeologia industriale che costituiva una parte importante del patrimonio pubblico locale e che di diritto si inseriva nel filone delle ardite carpenterie metalliche dei primi decenni del Novecento al pari del ponte di Paderno d’Adda e di quello di Ronciglione. Gli enormi costi sopportati dalla collettività per una serie di perizie, per i monitoraggi, per una demolizione che infine ha presentato un conto superiore a quanto erroneamente era stato calcolato da un ingegnere incaricato del computo, costi ai quali si sono aggiunti costi imprevisti, imprevisti ancora dall’ingegnere incaricato del computo, per lo smaltimento di sostanze inquinanti presenti all’interno di alcuni tubi che sulla passerella si appoggiavano e rimborsi a terzi per maggiori percorrenze chilometriche;

La strana procedura dell'affidamento del progetto di demolizione a un ingegnere esterno al Comune di Terni, pure disponendo l'ente di analoghe professionalità specifiche. La notizia dello scorso 22 dicembre, a smontaggio ultimato, che la Soprintendenza dell’Umbria avrebbe intimato al Comune di Terni un rifacimento fedele della passerella, in virtù del vincolo che gravava sul bene, come se si stesse giocando con i beni e i soldi di uno stato straniero del quale non ci interessa nulla. L'esposto denuncia contro ignoti che il nostro centro studi il 22 dicembre 2018, ha presentato all'arma dei carabinieri per il presunto allarme crollo lanciato non si sa bene da chi e della conseguente chiusura della Strada Statale Valnerina (Ordinanza sindacale prot. 126264 del 14/9/2018), anche in ragione del fatto che il bene oggetto del provvedimento comunale di demolizione, in quanto tutelato dalla Soprintendenza ai Beni Culturali dell’Umbria, poteva essere soltanto messo in sicurezza e restaurato, non certo smontato o danneggiato in alcun modo.

In sintesi si è chiesto alla Procura Regionale dell’Umbria della Corte dei Conti di voler accertare se vi siano state irregolarità nella gestione del denaro e del patrimonio pubblico, e di attivare le necessarie verifiche sui fatti, quindi accertare le eventuali responsabilità amministrative, contabili, erariali e gli amministratori autori del danno erariale all’ente comunale, ai sensi del disposto del Testo Unico delle leggi sulla Corte dei Conti, del d.l.78/2009, del DL n. 78/2009 e di tutto l’ordinamento vigente in materia, giungendo a elementi di certezza sia in ordine all’elemento oggettivo, l’esistenza di un danno erariale, sia in ordine al profilo soggettivo, la sussistenza del dolo o della colpa grave.

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