Terni ad alta velocità, cosa diceva la Regione. E cosa (non) è stato fatto

I collegamenti interni con Spoleto e l’aggancio con Roma. Ecco gli obiettivi previsti dal piano dei trasporti approvato dal consiglio regionale e rimasto sulla carta

I “lineamenti programmatici progettuali del Piano regionale dei trasporti 2014-2024” sono stati pubblicati sul Bollettino ufficiale della Regione Umbria numero 4 del 27 gennaio 2016. Dopo una lunga fase istruttoria e il passaggio all’esame dell’assemblea di palazzo Cesaroni, il Prt era finalmente realtà. Ma dalla carta alla strada, il passo sembra essere ancora lungo. Soprattutto per quello che riguarda la situazione di Terni.

Se è vero che molti di quei progetti sono ancora irrealizzati, c’è da sottolineare che in un paio d’anni molte cose sono state cambiate. In particolare per il trasporto ferroviario, il Prt non accennava minimamente all’ipotesi di dotare l’Umbria (meglio, Perugia) del Frecciarossa che invece dall’inizio di questo 2018 fa la spola tra il capoluogo regionale e Milano. A proposito di alta velocità, da Palazzo Donini l’ipotesi più accreditata era quella stazione Medioetruria che, a sud di Arezzo, avrebbe servito l’utenza regionale.

Quindi, potrebbe essere un buon segno quello di vedere praticamente disattese tutte le progettualità inserite nel documento perché questo potrebbe voler dire che per Terni, e la parte sud dell’Umbria, potrebbero esserci sorprese dietro l’angolo. Forse però vale lo stesso la pena rinfrescare la memoria, perché non di sola alta velocità vive il pendolare, ma anche di tutta una serie di altri servizi che ancora – purtroppo – popolano il mondo delle buone intenzioni.

“Per quanto riguarda il collegamento con l’alta velocità verso sud e con il nodo multimodale di Roma (stazioni di Roma Tiburtina e Fiumicino aeroporto) - è scritto a pagina 248 del Prt - la strategia si fonda sul potenziamento della linea Orte-Falconara, riaffermando l'assoluta priorità del raddoppio Spoleto-Terni”.

Se dunque per l’alta velocità verso nord il piano dava come unica possibilità la nuova stazione Medioetruria (“sul tracciato della direttissima Roma-Firenze dove poter intercettare una quota delle 90 coppie che transitano sulla tratta”) per il “potenziamento del collegamento con il nodo Av di Roma”, il Prt “riafferma la priorità del raddoppio della linea Orte-Falconara tra Spoleto e Terni. Tale intervento rientra nella strategia generale di connessione con il nodo Av di Roma, a vantaggio non solo dell’Umbria, ma anche delle Marche e del Reatino, quest’ultimo mediante interscambio presso il nodo di Terni”. Il piano specifica inoltre che questo intervento “rientra nella strategia” per “contrastare il rischio di ulteriore marginalizzazione rispetto alla rete Av e figura nelle azioni di lungo periodo previste entro l'orizzonte temporale del piano”, quindi entro il 2024. “Della disponibilità di una infrastruttura in grado di garantire lungo tutto il tracciato tra Foligno e Orte velocità di circolazione di 180-200 chilometri orari, beneficerebbero infatti tutti i treni da/per Roma, contribuendo a creare anche le condizioni per l'effettuazione di servizi a mercato rotabile Av, oggi ritenuti dalla imprese ferroviarie economicamente non remunerativi”.

Il piano entra nel dettaglio, illustrando il progetto, con un costo stimato di 530 milioni di euro che prevede “la realizzazione di una nuova linea a binario unico quasi interamente in galleria tra le stazioni Terni e Spoleto. Verrà mantenuto in esercizio il binario attuale con gestione dei due binari come linee separate a binario unico. L'attuale tracciato, di circa 29,3 chilometri, è caratterizzato da forti limitazioni operative e funzionali a causa di una pendenza massima del 22%, raggi di curvatura minimi di 350 m e una conseguente ridotta velocità di esercizio di circa 85 chilometri orari”.

Con la realizzazione del raddoppio, dice il Prt, “l’esercizio tra Spoleto e Terni risulterà specializzato: con il binario attuale destinato ad ospitare servizi locali e quello di nuova costruzione servizi passeggeri veloci e merci pesanti (...). La nuova linea consentirà un risparmio di tempo nel tratto Terni-Spoleto di circa 10 minuti. Di questa velocizzazione beneficeranno i collegamenti dall’Umbria verso Roma ma anche quelli sulla principale dorsale regionale interna Terni-Spoleto-Foligno-Assisi-Perugia verso nord, rendendo competitivi anche per la Conca ternana i collegamenti verso Firenze via Perugia anziché via Roma”.    

Deliberato dal Cipe nel 2001, il monobinario Terni-Spoleto è rimasto nel libro dei sogni. Intanto – dicono le stime del Prt – 2,8 milioni di automobili ogni anno dall’Umbria raggiungono il casello autostradale di Roma nord e oltre 560mila vetture – sempre dall’Umbria – arrivano a Milano: 230mila dal casello di Cesena, 130mila da Valdichiana. L’Europa prevede che entro il 2050 debbano essere ridotte del 50% a favore del trasporto su ferro. Ma c’è ancora tempo.

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