“Lu paciarellu de Boccaporcu” compie novant’anni: auguri a Francesco Valli

È il più grande attore di commedie in vernacolo che la città ricordi. Ha portato sul palcoscenico temi di grande attualità e resistito alle tentazioni del grande spettacolo

Oggi un importante compleanno per la città di Terni: nasceva l’11 gennaio di 90 anni fa Francesco Valli, il più grande attore di commedie in vernacolo che la città ricordi. Da sempre legato alla Nuova Compagnia di Teatro Città di Terni, con la quale ha portato con grande successo il teatro dialettale ternano in tutta Italia, ha interpretato, con il collega Fosco Marcucci, commedie che sono entrate nell’immaginario culturale ternano, come quelle ormai celebri di Renato Brogelli che per 40 anni fu anche regista della compagnia; titoli indelebili come “Lu paciarellu de Boccaporcu” con le sue mille repliche (proprio la numero mille al teatro Secci fu il suo addio alle scene nel 2016), “Focu de paja” e “Lu fiju de Parlinfaccia”, che affrontava in anticipo con gli anni la tematica dell’omosessualità, con Valli in un’intensa interpretazione che virava dal comico al drammatico con la classe e la capacità di emozionare che lo contraddistingue da sempre.

Più che una generazione di ternani è cresciuta con le repliche (sempre sold out) di queste commedie, de “Lu sdrolicu de Sant’Agnese” di Maurizio Gironi, delle commedie di Alighiero Maurizi, di Italo Conti, opere di teatro amatoriale e locale ma portate ad un livello più alto proprio dalla caratura del suo principale interprete, carismatico e magnetico tanto quando lo incontravi in strada (ora purtroppo l’età lo trattiene in casa) che quando infiammava di risate le folte platee di tutta Italia.

In passato fu corteggiato dalla grande città, Roma, che lo voleva attore non solo dialettale ma lui stupì tutti rifiutando, per restare a regalare emozioni principalmente alla sua cittadinanza, nella sua lingua. Ma nonostante ciò, e senza snobismi nei confronti del vernacolo, quando vedevi sul palco Valli, lo capivi subito che non era un semplice attore dialettale ma un attore a tutto tondo, con i suoi tempi perfetti, con la capacità, anzi la ricerca dell’improvvisazione, con la sua innata simpatia e con la classe di cui vi parlavo prima.

La stessa classe che mi dimostrò tanti anni fa quando in strada mi sentii chiamare “Giovane! Le sono cadute diecimilalire”, mi giro ed era lui che mi porgeva la banconota sfuggitami di tasca, lui che avevo già visto acclamato in scena, gli dissi emozionato: “Ma lei è Francesco Valli, sono un suo fan” e lui rispose felice e umile, come sono i grandi. Manola Conti, sua attrice e collaboratrice per ben 17 anni, ricorda come “anche nei suoi silenzi riusciva a trasmettere ed insegnare moltissimo” e come - al contempo -  fosse sempre disposto a mettersi completamente nelle mani del suo regista: “Un attore senza un regista è come un buco senza ciambella, l’attore deve capire quello che il regista si aspetta e a questo punto gli basterà seguire quella prima intuizione, una specie di impulso. Il segreto è nel lasciarsi andare”.

Un grande. Auguri Francesco!

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