Il vescovo nel giorno del Patrono: “Chi amministra sia fedele e onesto. Come San Valentino”

Padre Piemontese durante l'omelia ha richiamato alla necessità di essere all’altezza della “Missione Valentiniana”

Nel giorno di San Valentino il vescovo Piemontese torna a parlare ai fedeli e alla città. E lo fa in un'omelia dove richiama il messaggio del patrono di Terni, riferendosi non solo alla chiesa, ma anche alla società e chi è chiamato ad amministrare tutti gli aspetti della vita della comunità.

“Valentino – ha detto padre Piemontese - ha svolto l’ufficio episcopale non come titolo di onore, ma con l’animo del servitore, di chi presta aiuto a chi ha bisogno, ai sofferenti, ammalati, ai giovani, agli innamorati. Ma la finalità principale del suo servizio mirava ad annunciare il vangelo, la lieta notizia di Gesù morto e risorto. Ha amministrato i misteri di Dio. A quel tempo l’amministratore non era semplicemente il ragioniere, quello che tiene la contabilità, ma il fiduciario, colui che si dedicava a tutto pur di rendere partecipi i destinatari dei beni del proprietario: i beni della Parola, dell’Eucarestia, della Grazia, del perdono, dell’amore”.

“Gli amministratori siano fedeli”

“Ora, ciò che si richiede agli amministratori è che ognuno risulti fedele – ha continuato il Vescovo - Poiché gli viene affidato un patrimonio, è necessario che l'amministratore sia fedele e onesto. Egli non attira su di sé l'attenzione, né pensa al proprio interesse, ma cerca di realizzare al meglio il suo incarico, accrescendo il valore dei beni che maneggia e distribuendone i frutti a tempo opportuno.
Valentino ha amministrato con disinteresse e distacco, con fedeltà e rettitudine il suo servizio, ministero. Nella lettura l’apostolo Paolo invita i cristiani di Corinto ad astenersi dal giudizio di qualunque genere, poiché questo è riservato al Signore alla fine dei tempi. Non giudicare l’apostolo stesso, i fratelli della fede, coloro tra i quali viviamo. Il giudizio ci pone sopra gli altri, rompe la carità, divide la comunità, il Corpo di Cristo. Valentino ha saputo tenere unito il suo gregge, il corpo di Cristo col dono della sua vita: nella fede, nell’amore, nel martirio.

“Essere all'altezza della Missione Valentiniana”

“Questa vostra comunità, orgogliosa di essere custode delle memorie di san Valentino, patrono della Diocesi e della città di Terni, oggi è chiamata e ringraziare per il dono che custodisce, ma anche interrogarsi sulla fedeltà alla propria vocazione e missione – ha evidenziato poi padre Piemontese - Religiosi, presbiteri e laici si stringono in un aiuto vicendevole per essere all’altezza della “Missione Valentiniana”. Già in passato ho esortato e oggi mi piace richiamare il mio sogno: Il cammino di questa comunità parrocchiale e santuariale, deve prendere il passo di una condivisione maggiore con tutta la realtà diocesana: nella evangelizzazione, nella carità, nella liturgia, nella spiritualità e nella promozione dell’amore vero. 

La nuova vetrata della Basilica

“La collocazione di una nuova vetrata, dono dei Lions e progetto e disegno degli studenti del dell'istituto Classico Artistico "Metelli" di Terni, si pone come volontà della società civile di affidare all’arte, alla tradizione e alla storia, attraverso i simboli valentiniani rappresentati, la vita, le opere, la testimonianza e l’influsso esercitato del vescovo Valentino al progresso e al bene della società, della nostra città, della Chiesa e dell’umanità intera. Questa comunità religiosa e parrocchiale viene investita della custodia anche di questi beni e della storia e dal messaggio da essi raffigurata e narrata. Una narrazione che diventa annuncio di Gesù Cristo, del suo amore per gli uomini e le donne e della consegna della speranza a giovani, innamorati, famiglie, poveri, malati, cercatori di Dio e credenti”.

L'augurio

“San Valentino – ha concluso il Vescovo - torni in città a distribuire rose, benedizioni, moniti amorevoli e a guarire le ferite di cittadini, Istituzioni, partiti, associazioni civili ed ecclesiali, a sostenere i sogni e le speranze dei giovani e l’impegno di tutti al dialogo, alla pacifica convivenza civile e sociale, al gusto dell’amore e del volersi bene”.

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