Trasporti, il Frecciarossa accelera. E per i pendolari spunta l’Isee

Alta velocità, summit ad Orte: la politica fa quadrato, ora la chiamata “ufficiale” a Trenitalia. Carta Tutto Treno, i costi agganciati alle fasce di reddito. Ma è polemica

Sembrerà paradossale, ma il mondo dei trasporti è in movimento. O meglio, è in subbuglio. Da una parte ci sono tutte le questioni legate al tema dell’alta velocità: Orte si candida a diventare una fermata del Frecciarossa con l’appoggio trasversale di una buona parte dell’arco costituzionale e i malumori di alcune forze politiche e di qualche territorio. Dall’altra, c’è la programmazione 2019 dei servizi per i pendolari, con novità che potrebbero non far saltare tutti dalla gioia.

Ieri sera, mercoledì 14 novembre, il consiglio comunale aperto di Orte ha ospitato rappresentanti istituzionali di Umbria e Lazio per cercare di mettere un punto fermo alla proposta di far fermare una coppia di Frecciarossa 1000 al giorno nello scalo laziale. Il vicesindaco Andrea Giuli ha rappresentato il Comune di Terni accanto al sindaco di Amelia, Laura Pernazza, ad esponenti delle amministrazioni comunali di Rieti, Giove, Viterbo. C’era l’assessore regionale umbro ai trasporti, Giuseppe Chianella, il presidente della Provincia di Terni, Giampiero Lattanzi, i deputati Raffaele Nevi e Maurizio Gasparri.

L’ipotesi del Frecciarossa sembra convincere un po’ tutti, soprattutto nella zona della bassa teverina ossia in quel bacino da circa mezzo milione di persone che trarrebbe più beneficio dalla fermata. Perplessità arrivano invece da chi ieri non ha partecipato all’incontro: i rappresentanti del Movimento 5 Stelle – che insistono invece perché il Frecciarossa fermi a Terni – e tutta quella parte dell’Orvietano che, effettivamente, rischia di restare tagliata fuori.

Lazio e Umbria dovranno ora formalizzare la convocazione di Trenitalia per avviare la parte che, attraverso uno studio di fattibilità, dovrebbe consentire di avere elementi più concreti e di quantificare anche i costi dell’operazione. Partendo dal presupposto che le Regioni non vogliono spendere. Anche se, per portare il Frecciarossa a Perugia, qualche buona decina di migliaia di euro, da Palazzo Donini è uscita.

“È senza alcun dubbio un’opzione strategica per il ternano e non solo - dice il presidente della Provincia di Terni, Giampiero Lattanzi - che costituirebbe un’opportunità di crescita e di sviluppo sotto molti aspetti, da quello economico, a servizio delle imprese e del mondo imprenditoriale in generale, a quello turistico, facilitando lo spostamento dei visitatori e rendendo più attrattivo il territorio”.

L’agenda dei trasporti deve però fare i conti con un’altra questione: introdurre l’Isee per l’acquisto della Carta Tutto Treno. Se ne è discusso in un incontro che, ad inizio settimana, ha messo attorno al tavolo Regione, comitato pendolari e associazioni dei consumatori. A grande linee, la fasce a cui agganciare i costi della tessera dovrebbero essere tre: fino a 20mila, fino a 30mila e oltre 30mila euro. In base al proprio reddito, il costo della card oscillerebbe fra 350 e 760 euro, a seconda della tratta da coprire. Ipotesi di massima che le parti dovranno però vedere su carta. E rispetto alle quali sono già pronte delle controproposte. Il tavolo è stato aggiornato al prossimo lunedì. “Ma se non avremo ulteriori dettagli – dice Franco Todaro, responsabile di Federconsumatori Terni – sarà inutile rivedersi”.    

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