Auto no-cost, dopo il bluff arrivano i sequestri: nei guai l’amministratore della Vantage Group

Le accuse della guardia di finanza: evasione fiscale, truffa e autoriciclaggio. Indagato Massimiliano Casazza, centinaia di ternani nella “rete” delle vetture a costo zero. Gli investigatori: giro d’affari da 15 milioni di euro

Le indagini sono cominciate alla fine del 2018, quando centinaia di clienti hanno cominciato a non incassare più i rimborsi ed è esploso il “bluff” delle auto no-cost.

Il meccanismo lo ricostruiscono i militari del comando provinciale della guardia di finanza di Roma che hanno indagato Massimiliano Casazza, amministratore della Vantage Group srl e ideatore dell’offerta commerciale “My Car – No Cost”, dentro la cui rete sono finiti centinaia di clienti ternani e migliaia di persone in tutta Italia.

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Il meccanismo prevedeva la “sottoscrizione di contratti con cui privati o imprese si impegnavano ad acquistare autovetture di colore bianco sulle cui fiancate sarebbero stati applicati messaggi pubblicitari - nonostante il codice della strada vieti espressamente l’utilizzo dei mezzi per pubblicità a titolo oneroso - e a pagare circa 7.000 euro per servizi aggiuntivi mai corrisposti”.

La società avrebbe dovuto “corrispondere al contraente 60 rate mensili di importo variabile tra i 340 e i 440 euro, quale rimborso del prezzo di acquisto del veicolo, nonché una quota delle spese per carburante e assicurazione”.

I rimborsi hanno iniziato a non essere più pagati tra luglio ed agosto del 2018 e a fine anno la procura della Repubblica di Roma ha aperto un fascicolo di indagine anche sulla scorta delle numerose segnalazioni arrivate da diverse associazioni di consumatori, tra le quali anche quelle raccolte da Codici Terni.

L’inchiesta portata avanti dai militari del II gruppo tutela entrate del nucleo di polizia economico-finanziaria della Gdf capitolina ha permesso di ricostruire “un giro d’affari di circa 15 milioni di euro nel triennio 2016-2018, periodo in cui l’impresa ha evaso, attraverso la presentazione di dichiarazioni riportanti dati non veritieri – spiega una nota delle fiamme gialle - circa 3 milioni di Iva, importo sottoposto a sequestro. Inoltre, nello stesso periodo, utilizzando parte del denaro così illegittimamente ottenuto, Casazza ha acquistato, tramite altra società, immobili per circa 1,3 milioni di euro. L’operazione testimonia il costante impegno profuso dalla guardia di finanza nella lotta all'evasione fiscale e alle frodi ai danni dei cittadini e delle imprese”.

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