“Polveriera” carcere, mancano almeno 40 agenti. Le rivolte di Sabbione all’attenzione del Governo

Ancora rivolte dei detenuti nella casa circondariale di Terni, Modena (FI): interrogazione al ministro Bonafede. Il M5S: ci attiveremo per capire come risolvere la situazione

Cento detenuti in più e almeno 40 agenti di polizia penitenziaria in meno. Il risultato dell’equazione è semplice e trova riscontro nelle cronache di queste ultime ore: il carcere di Terni è una polveriera che sta esplodendo.

Nel carcere di Terni, il numero complessivo di detenuti è pari a 518 unità (al 31 ottobre 2019) a fronte di una capienza massima pari a 411 unità. Gli stranieri sono 117. Gli agenti di polizia penitenziaria presenti sono invece 203 a fronte di un organico previsto pari a 241 unità (mancano almeno 38 agenti).

Delle ultime rivolte dei detenuti ha dato conto il Sappe, Sindacato autonomo di polizia penitenziaria, parlando degli ennesimi atti di autolesionismo da parte di alcuni detenuti – alcuni a rischio di radicalizzazione islamica – che si sono verificati mentre i rappresentanti degli agenti di polizia penitenziaria incontravano il prefetto di Terni per manifestare le criticità della casa circondariale di vocabolo Sabbione.

LEGGI | Esplode la rivolta nel carcere di Terni

“Si attendono ormai quotidianamente gli eventi critici che sembrano non avere fine. Ci chiediamo dove sia l’amministrazione penitenziaria in tutto questo”, si chiede la segreteria provinciale del Sappe, confermando lo stato di agitazione.

E mentre la polizia penitenziaria denuncia la “polveriera” che rischia di esplodere – se non è già esplosa – a Sabbione, la politica comincia a muoversi.

“Le problematiche legate alla casa circondariale di Terni non sono una diretta competenza dell’amministrazione comunale, ma rientrano tra le situazioni che la pubblica amministrazione deve seguire a tutti i livelli. In tal senso – dice Francesco Maria Ferranti, presidente del consiglio comunale di Terni - ho recepito con preoccupazione i fatti e i problemi che hanno riguardato la nostra casa circondariale sollevati dal Sappe: credo che operare in carenza di organico in un settore come questo, sia un problema e crei situazioni di pericolo sia per il personale della polizia penitenziaria ma anche per i detenuti, le sommosse prontamente affrontare lo dimostrano. Credo che il governo nazionale dovrà prendere in esame le criticità del carcere ternano, struttura di massima sicurezza, che sono annose: ritengo che in tal senso anche la massima assise cittadina potrà affrontare la questione e produrre un documento politico che solleciti il governo e il ministero competente ad intervenire. Nel frattempo, come vicecoordinatore regionale di Forza Italia ho interessato la nostra senatrice Fiammetta Modena, che già recentemente era intervenuta in aula su queste tematiche e che si è prontamente resa disponibile a presentare in aula un’interrogazione al ministro sulla situazione della casa circondariale ternana e sulle difficoltà che riguardano l’organico della polizia penitenziaria che qui opera”.

“Stiamo seguendo direttamente quanto accade in queste ore nel carcere di Terni con situazioni al limite nella gestione dei detenuti. Ci attiveremo in tutti i modi per potere capire come risolvere la situazione, anche coinvolgendo il ministro della giustizia, Alfonso Bonafede, che ha sempre mostrato enorme sensibilità sulla situazione delle carceri italiane. Il personale di polizia penitenziaria svolge un lavoro encomiabile e spesso al limite della sopportazione e ci auguriamo che la situazione si risolva quanto prima”, dicono invece in una nota congiunta, i senatori umbri del Movimento 5 Stelle Emma Pavanelli e Stefano Lucidi e i deputati Tiziana Ciprini e Filippo Gallinella.

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