“Qui lavoriamo tutti senza mascherine e se il virus lo prende uno, lo prendono tutti”

Terni, la denuncia di una lavoratrice a #soccorsorosso, la campagna del Partito comunista per la sicurezza nelle aziende del territorio. “La crisi è ancora più acuta per le piccole imprese che forse non reggeranno” | AUDIO

Il lavoro ai tempi del Coronavirus è un’incognita. Quotidiana, perché garantire le condizioni di sicurezza non è sempre possibile, facile e scontato. E futura: perché l’emergenza sanitaria di oggi, domani rischia di diventare una emergenza economica e sociale tale da travolgere imprese, imprenditori e posti di lavoro.

Nei giorni scorsi, il Partito comunista di Terni ha avviato una campagna social chiamata #soccorsorosso, aperta a tutti i lavoratori, invitandoli a raccontare – con testimonianze audio, video o scritte – la condizione che stanno vivendo nelle loro aziende in questi giorni di emergenza da Covid19.

Tra le prime a rispondere all’appello, una giovane lavoratrice ternana che racconta che nella sua azienda nessuno ha a disposizione la mascherina di protezione: “Qui nessuno ha la mascherina e se il virus se lo prende uno, lo prendono tutti”.

ASCOLTA | La denuncia della lavoratrice 

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“Dopo la diffusione del messaggio audio della lavoratrice ternana – spiegano da partito - molte aziende del territorio hanno improvvisato norme e pratiche di contenimento del virus che tutt’ora non garantiscono la tutela totale degli operai e dei loro diritti”.

“Continuiamo a ricevere notizie di altri lavoratori della nostra provincia che lamentano una confusione da parte delle proprie aziende riguardo l’applicazione delle norme ministeriali sul Covid19. La situazione generale è uniformata da una preoccupazione di fondo del lavoratore che valuta poco efficaci per la propria salute le misure precauzionali adottate in azienda: in alcune realtà le mascherine non vengono fornite quotidianamente e riutilizzate ad oltranza, in altre la distanza tra gli addetti non è garantita per tutto l’arco lavorativo e l’igiene sanitaria ambientale è a discrezione del personale. Per qualcuna, cosa ancora più grave, non si garantisce il mantenimento del posto di lavoro finita l’emergenza sanitaria”.

La crisi è ancora più acuta per le piccole imprese che forse non reggeranno il calo della produzione e rischiano di non riaprire o di dovere effettuare tagli drastici al personale”.

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