Coronavirus: “Abilitare il laboratorio per l’analisi dei tamponi. A Terni gli ultimi esiti risalgono al 23 marzo”

Il consigliere del Partito Democratico Fabio Paparelli: “Percorso troppo farraginoso costoso e non tempestivo come l’emergenza richiederebbe”

foto di repertorio

“Mi permetto di portare per l’ennesima volta il grido di allarme ed aiuto degli operatori sanitari della Asl di Terni”. Il consigliere del Partito Democratico Fabio Paparelli si rivolge alla presidente della regione Donatella Tesei ed all’assessore alla sanità Luca Coletto, sottoponendo l’attenzione sulla situazione del territorio ternano, in questa fase di emergenza sanitaria che sta coinvolgendo l’intera penisola:

“Nonostante si sia provveduto alla distribuzione di un numero più adeguato di tamponi alle ASL e quindi ai distretti territoriali per poter consentire ai diversi territori di individuare ed eventualmente isolare le persone positive, la scelta di effettuare l'analisi dei tamponi che provengono dall'area ternana esclusivamente presso l'Istituto zooprofilattico o presso l’Istituto di microbiologia dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia, con notevoli ritardi nelle risposte e con profondi disagi nei trasporti dei tamponi stessi, è un percorso troppo farraginoso, costoso e non tempestivo, come l'emergenza richiederebbe”.

Il consigliere poi evidenzia che: “Non aver ancora abilitato il laboratorio analisi dell'ospedale di Terni per l'analisi dei tamponi effettuati sul territorio, non è più sopportabile. Gli ultimi risultati dei tamponi effettuati sui nostri concittadini risalgono al 23 marzo scorso e ciò non solo falsa i dati territoriali, ma sta creando profondi disagi agli operatori che non sono messi in condizione di programmare correttamente l'effettuazione dei primi e secondi tamponi secondo le priorità temporali codificate.

Attivare subito il laboratorio dell'azienda ospedaliera di Terni, che già effettua l'analisi per gli interni, e potenziandolo se necessario, non è più un’opzione ma una necessità improcrastinabile – afferma il consigliere - La gravità della situazione imporrebbe poi di preparare oggi, qualora dovesse rendersi necessario, le condizioni oggi per attivare anche i laboratori di analisi privati idonei, previa autorizzazione dell'ISS, come già fanno altre regioni. Con l'occasione - conclude Paparelli - invito anche ad ascoltare il grido d'allarme di medici, infermieri ed os in merito alla decisione di non effettuare su di loro il secondo tampone.

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