Soldi e regali in cambio della cittadinanza, nove indagati: nei guai anche due dipendenti comunali

Secondo gli inquirenti della procura di Spoleto i funzionari avrebbero falsificato i documenti, facendo figurare inesistenti antenati umbri. Il blitz dei carabinieri negli uffici del Comune di Todi: tra le accuse c’è anche la corruzione

Antenati umbri inesistenti per falsificare i documenti e ottenere così la cittadinanza italiana. La procura di Spoleto indaga sul “mercato” dei permessi facili: nove le persone sotto inchiesta, ci sono anche due dipendenti del Comune di Todi.

Le accuse contestate vanno dal falso ideologico fino alla istigazione alla corruzione e alla corruzione per atto contrario ai doveri di ufficio. Le misure cautelari sono state eseguite dai carabinieri di Todi al termine di una indagine avviata nel 2017.

Le pratiche su cui si è appuntata l’attenzione degli inquirenti sarebbero una settantina. Ai dipendenti comunali – un messo e un ufficiale dell’anagrafe – sarebbero stati corrisposti dei regali per accelerare l’iter.

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