Usl: "Riconosciute due colonie a Montefranco", il sindaco: "Con le altre 6 che facciamo?"

Con una nota l'Usl precisa che du gruppi di gatti in libertà sono stati riconosciuti come colonie, ma il sindaco ribatte che ce ne sono tanti altri che fanno figli e si ammalano. "Non dormo la notte per paura che vengano investiti. Serve una soluzione"

Sono passati 4 giorni da quando il sindaco di Montefranco, Rachele Taccalozzi, ha inviato ai giornali una nota sull'emergenza gatti nel paese. Un'emergenza scaturita dalla 'riproduzione incontrollata dei felini' e dal cattivo stato di salute in cui questi verserebbero.

L'Usl aveva già affrontato il problema ad aprile, dopo che il sindaco, a marzo, aveva fatto inviare dalla polizia i documenti relativi al riconoscimento di 6 colonie feline. Dal sopralluogo predisposto dal dottor Roberto Giannelli, responsabile del reparto Sanità animale dell'Usl, e dal dottor Samuele Tognarini, responsabile del settore randagismo area sud, effettuato il 2 maggio, non sono stati trovati gatti sufficienti a comporre le colonie richieste (per essere coniserate tali i gatti devono essere almeno e trovarsi tutti sul suolo pubblico, ndr) .

Ora che il problema si presenta di nuovo, il 7 agosto, il dottor Piero Giacomini, competente per la zona di Montefranco e una collega, accompagnati da Taccalozzi, si sono recati sul posto e hanno trovato altri due insediamenti di gatti in libertà, in via Mercatale (dal numero 3 all'11) e in via del Forte, numero 20.

"Considerato che per gli stessi - dicono dall'Usl - era già stata presentata nel mese di Luglio al Servizio Veterinario dell’Usl Umbria 2, istanza di riconoscimento di 'colonia felina', gli stessi veterinari, valutata la sussistenza di tutti i requisiti di legge, hanno proceduto a riconoscere le due colonie feline".

Il sindaco però ci tiene a precisare che questo interevento non è stato rivolto al riconoscimento delle 6 colonie già segnalate, ma solo al riconoscimento delle, frutto, come detto anche dall'Usl, della sua seconda segnalazione. Il problema dei gatti segnalati quindi continua a sussistere. "La situazione è sempre più grave. I gatti stanno aumentando in maniera esponenziale perché le gatte che non sono state sterilizzate a tempo debito hanno fatto i cuccioli che spesso sono vittime di incidenti mortali", dice.gattino montefranco-2

"Una sera - racconta il sindaco - stavo tornando a casa e mentre salivo in auto ho notato che c'era un gattino, avrà avuto circa due mesi, che rosicchiava un osso di pollo. Nonostante io avessi acceso la macchina il micio è rimasto in mezzo alla strada, avvinghiato all'osso, pur di non lasciarlo. Allora io sono scesa e mi sono avvicinata, è subito scappato, perché sono molto diffidenti, e ho tolto l'osso dalla strada. Non l'ho invetsito perché ho fatto tutto questo, ma magari qualcuno altro, confidando nel fatto che si sarebbe spostato vedendo arrivare la macchina, lo avrebbe investito". 

"C'era poi - continua - una gatta in via San Bernardino nella mia principale aegnalazione. Ecco ora anche quella è diventata una colonia, perché h fatto 4 cuccioli. La diatriba per il riconoscimento di queste colonie va avanti e intanto i felini crescono. Non so come finirà". Dall'Usl, dicono di non poter intervenire. Giannelli, ha spiegato a TerniToday che Il problema della sterilizzazione rimane, ma, a meno che effettivamente non vengano riconosciute delle colonie, non c'è soluzione perché l'Usl andrebbe contro a una normativa regionale. "Se li sterilizzassimo - continua Giannelli - contravverremmo i lea, livelli essenziali di assistenza, che la legge ci impone. Per fare qualcosa la Regione dovrebbe cambiare i parametri della norma".

Il sindaco però non ci sta. Spiega che im merito si è espresso anche il Ministero, dicendo che vanno prestate le cure necessarie anche ai gatti in stato di libertà. Anche Gianelli parla della nota del Ministero, ma sostiene che loro devono attenersi alla legge regionale, non possono contravvenire ai lea. "Basterebbe un po' di buon senso", afferma Taccalozzi. "È vero, la Regione ha stabilito dei lea, ma proprio perché questi sono livelli essenziali, non impongono un obbligo, lasciano comunque un margine di discrezionalità. Se le gatte fossero state sterilizzate, ora non ci troverremo in questa situazione. Non riesco a dormire la notte per questo problema, se la situazione non fosse arrivata a questo punto non avrei mobilitato tutti, l'avrei gestita in un altro modo".

Ma non finsce qui. L'intervento fatto dall'Usl 3 giorni fa, aveva anche l'obiettivo di verificare se i gatti si trovassero o meno in cattivo stato di salute. "Non sono stati trovati gatti morti o malati, ma solo felini in buona salute", dicono. Fanno poi una prescisazione: "Il Sindaco del Comune di Montefranco non aveva mai comunicato al Servizio Veterinario dell’Usl Umbria 2 la presenza di gatti in stato di necessità o deceduti. Si puntualizza che la tutela della salute pubblica e del benessere degli animali vaganti sul territorio comunale è di esclusiva competenza del Comune, mentre al Servizio Veterinario compete solo un ruolo tecnico di supporto al Sindaco che deve attivarlo quando ne ravvisa la necessità. Il servizio veterinario dell’Usl Umbria 2  è sempre intervenuto tempestivamente sul territorio ogni qualvolta è stato richiesto un suo intervento da parte di tutte le amministrazioni comunali".

Gattino Montefranco

Ma anche questo, a detta del sindaco, non è del tutto vero. "Ci sono gattini malati. Alcuni hanno delle infezioni agli occhi e non si riescono a prendere. Anche quelli che non hanno problemi evidenti hanno comunque bisogno di essere sverminati e vaccinati. Noi non possiamo farlo perché non abbiamo i mezzi. Non riusciamo a prenderli, non si fanno avvicinare. Ora una ragazza che si occupa di loro è riuscita  prendere uno per curarlo e qualche associazione inizia a farsi sentire per dare una mano. Se non cambieranno le cose contatterò l'Enpa, ma dovrò farlo come privata cittadina. Se lo facessi come sindaco dovrei comunque burocratizzare la questione, sottoscrivere una convenzione, sottoporre tutto a molte procedure e ci sarebbero dei tempi tecnici da aspettare. Per questo probabilmente dovrò farlo come cittadina. Intanto ho preso dei conatti informali con loro e una mano ce la dà anche il Wwf, con cui collaboriamo da tempo, ma anche loro hanno problemi ultimamente e non possono supportarci completamente. Non mi rimane quindi che aspettare e sperare che si risolva questa diatriba. Intanto continuerò a non dormire per paura che i gatti continuino ad ammalarsi, o peggio che vangano investiti".

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