“Eroi”, ma senza armi. Il grido degli infermieri: vogliamo almeno l’indennità per il rischio, sono cinque euro al giorno

Cgil, Cisl e Uil: risorse alle aziende sanitarie umbre da finanziare con un fondo straordinario. Il Nursind: riconoscere a tutto il personale che opera nel perimetro Covid19 l’indennità contrattuale di malattie infettive

Fuori c’è il silenzio, ma dentro gli ospedali sembra di stare in un formicaio. L’andirivieni è continuo, la tensione palpabile, l’attenzione altissima. Il virus è un nemico invisibile, le cui ferite si vedono però nella carne viva di c’è entrato in contatto.

Ottocento persone in Umbria, oltre duemila sotto osservazione. E la situazione, in Italia, ai tempi del Coronavirus continua ad essere difficile. Soprattutto per chi combatte questa battaglia nella trincea delle corsie degli ospedali. “Eroi”, li hanno chiamati. Medici, infermieri, operatori sanitari. Che, come in uno strano gioco di specchi, adesso cominciano a pagare le conseguenze di una battaglia combattuta senza armi. Ad oggi, a livello, nazionale, sono oltre seimila gli operatori sanitari contagiati da Covid19. In Umbria, si tratta di qualche decina di professionisti.    

 “Agli eroi non si tagliano gli stipendi, vergogna!”, dicono i sindacati dei lavoratori della sanità dell’Umbria, Fp Cgil, Fp Cisl e Uil Fpl mettendo sotto accusa l’azienda ospedaliera di Perugia e la Regione: “Siamo in piena emergenza Covid, con decine di contagiati tra il personale sanitario e una grave carenza di Dpi e lavoratori che non vengono messi in quarantena - affermano le tre sigle sindacali - L’azienda ospedaliera di Perugia si prodiga a fare striscioni e a chiamare eroi medici e infermieri, salvo poi tagliare gli stipendi. Abbiamo lottato e continueremo a lottare contro questa vergogna”.

“Pretendiamo - affermano ancora le tre sigle - che l’azienda di Perugia torni immediatamente sui suoi passi e che la Regione riconosca per tutte le aziende un’indennità per il rischio infettivo-biologico, da finanziare con fondi straordinari”. Altre richieste stringenti delle organizzazioni sindacali - affidate peraltro ad un volantino che sta circolando tra il personale sanitario - sono quelle di tamponi per tutti gli operatori, tutele sulla mancata quarantena e assunzioni immediate di nuovo personale” visto che in Umbria mancherebbero (almeno) 1.300 infermieri.

Al grido di Cgil, Cisl e Uil si aggiunge il sindacato degli infermieri Nursind che alle istituzioni regionali e ai direttori delle aziende sanitarie umbre chiede che “il riconoscimento della indennità contrattuale di malattie infettive, generalmente concessa solo al personale di quei reparti, vista l’emergenza e l’ampliamento della epidemia, deve essere riconosciuta, anche a parziale risarcimento dei disagi affrontati, a tutto il personale infermieristico ed OSS dei reparti riconvertiti in reparti Covid19, comprese le terapie intensive. Vogliamo vedere in faccia coloro che, chiamandoci continuamente eroi, angeli, soldati al fronte, prima linea, negheranno tale indennità (pari a 5,16 euro giornalieri) al personale che sta lavorando allo stremo delle forze, con estrema difficoltà e spesso senza i dispositivi di protezione individuale idonei nel cercare di salvare la vita a quante più persone possibili”.

“È giunto il momento che agli eroi – conclude il Nursind - venga riconosciuta almeno una medaglia, anche se del valore di pochi euro”.

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