Gioco mortale, i pezzi mancanti: le “ombre” sulla fine di Roberto

L’auto imprevista, la strada troppo buia e la sfida: il puzzle degli investigatori. Domani l’autopsia del 17enne. La lettera della madre: fate sempre presente ai vostri figli quanto li amate, io non potrò più farlo. Mercoledì primo agosto funerali in piazza Cesi ad Acquasparta

Perché è morto Roberto Albanucci? Il gioco mortale, la sfida di simulare un incidente con lo smartphone o quella di fare una “ripresa da motomondiale” non bastano a cancellare gli interrogativi che si sono addensati attorno alla morte del 17enne di Acquasparta.

I contorni della dinamica dei fatti sono tragici ma delineati. I tre ragazzi che venerdì sera sono stati involontari testimoni del dramma hanno fornito elementi simili e piuttosto concordanti tra loro, pur nella confusione delle ore immediatamente successive all’incidente. Roberto, sdraiato a terra e telefono cellulare in pugno, avrebbe dovuto filmare l’amico che gli correva incontro a tutta velocità, per poi fermarsi a un soffio dalla telecamera oppure schivarlo all’ultimo minuto. Ma le cose non sono andate così. Ed è qui che si appuntano le domande degli inquirenti, coordinati dal pm della procura minorile, Flaminio Monteleone.

L’incidente

Al di là delle altissime percentuali di rischio connesse ad un gioco folle, potrebbe essere successo qualcosa in grado di scompaginare i fatti in modo irreversibile. La manovra con lo scooter non è andata come doveva. Forse per l’eccessiva velocità raggiunta dal ciclomotore, che potrebbe avere suggerito al ragazzo in sella di non frenare all’ultimo minuto – sull’asfalto non ci sono segni di frenata – ma di tentare di schivare Roberto all’ultimo. Cosa che però non è avvenuta: lo scooter è andato fuori controllo, provocando l’impatto devastante. E forse, la traiettoria mortale potrebbe essere stata innescata dal fatto che lo scooter – e il suo pilota – abbiano dovuto fare i conti con l’arrivo imprevisto di una vettura. Oppure, con una strada troppo buia anche se illuminata dalla torcia del cellulare e dai fari del ciclomotore. Basti pensare che l’assurda concomitanza dell’eclissi di luna ha impedito perfino ai soccorsi di svolgere al meglio il loro lavoro.

I testimoni

Tutto è precipitato in una manciata di secondi. Il Phantom Malaguti è diventato ingestibile e per Roberto non c’è stato scampo. La tragedia si è consumata in un attimo, sotto gli occhi atterriti dei testimoni, trasformando una sfida – messa in piedi per avere qualche like sui social o magari per testimoniare una assurda prova di coraggio – in un evento senza scampo. Le grida degli amici, lo sguardo impietrito del primo automobilista precipitato suo malgrado dentro questa storia assurda e le domande degli altri automobilisti arrivati sul posto – numerose sono state le richieste di soccorso a 118 e carabinieri – non hanno potuto fare altro che sottolineare quanto già avvenuto.

Le indagini

Nella giornata di domani – martedì – dovrebbe essere eseguita l’autopsia sul corpo del 17enne che però non dovrebbe fornire all’indagine elementi utili per ricostruire la dinamica dei fatti. Non è escluso poi che il pm decida di riascoltare i tre ragazzi testimoni dell’incidente. E poi acquisire i contenuti dello smartphone di Roberto per verificare se davvero ci sia questo video e cosa possa emergere dalla sua visione. Sembra che gli altri ragazzi non abbiano, a loro volta, girato altre immagini. La messa sarà presieduta dal vescovo di Todi-Orvieto, monsignor Benedetto Tuzia.

Il dolore

“In questa vita così frenetica – ha scritto la mamma di Roberto, Rachele, sulla sua pagina facebook - trovate sempre il tempo di parlare con i vostri figli, obbligateli a mangiare una pizza con voi, fatevi raccontare anche le cose più sceme, fategli sempre presente quanto li amate e quanto siano importanti per voi, se dovete dire loro qualcosa ditelo subito e anche se loro non vorranno, perché si crederanno già grandi, dategli sempre un bacio grande come l’amore che vi lega, fatelo per me e Roberto che non potremo più farlo”.
“Nella nostra vita – è un altro commento firmato da Guido a corredo di diverse foto di Roberto con altri ragazzi - un passaggio obbligato, per tutti a parte qualche supereroe, è quello che passa dalla convinzione di invincibilità alla scoperta della sconfittibilità. Ci si sente immortali finché non si scopre che tutti abbiamo un tallone di Achille (o più di uno addirittura) e ricordo che capire questo a me ha fatto molto male. E lo capisci solo davanti alla morte, il limite, forse l’unica cosa seria rimasta in questo eterno tunnel del divertimento. Forse sì, a pensarci bene non è l’unica cosa seria. Infatti ci resta anche l’amore. L’amore che ci resta ci dà la possibilità di rialzarci. Quindi, cari ragazzi, benvenuti nel mondo dei grandi. Ma ora In piedi. E magari da ora, anche ridendo, ogni tanto tirate su uno sguardo, visto mai passasse un supereroe”.

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L'addio

I funerali di Roberto Albanucci si terranno mercoledì primo agosto a partire dalle 17 in piazza Federico Cesi ad Acquasparta. Il sindaco, Roberto Romani, ha firmato l'ordinanza che prevede il lutto cittadino con l'esposizione a maezzasta della bandiera comunale, la chiusura di tutti gli esercizi commerciali, delle imprese e delle attività professionali del centro storico "con l'abbassamento delle serrande - è scritto nell'ordinanza - dalle 17 e comunque fino alla conclusione della cerimonia funebre".

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