Incidenti stradali, a Terni il triste primato delle strade più pericolose dell’Umbria: ecco quali sono

Il dossier dell’Automobile club d’Italia assegna al tratto umbro dell’Autosole e alla Flaminia la maglia nera per numero di schianti, morti e feriti. La situazione a Terni e in tutta la regione

Il tratto umbro dell’Autostrada del Sole e la Flaminia che collega Terni a Spoleto sono le strade più pericolose dell’Umbria. Il triste primato arriva dal dossier realizzato dall’Automobile club d’Italia (Aci) relativamente alla localizzazione degli incidenti stradali rilevati nel corso dello scorso anno.

Con 36 incidenti rilevati, il tratto ternano dell’Autosole è la strada più pericolosa del territorio. La Flaminia (Terni-Spoleto) ha invece fatto registrare 20 scontri, seguita dalla Ss 071 Umbro-Casentinese-Romagnola (16 incidenti) dalla Tiberina e dalla 003 ter di Narni-San Gemini (14 e 15 incidenti).

Rispetto al numero di incidenti per chilometro, la strada “killer” è però la Terni-Rieti (1,35 incidenti per chilometro) sebbene il numero di sinistri complessivo non sia particolarmente elevato (4). Le conseguenze più gravi si rilevano però sempre nel tratto ternano dell’Autosole, strada caratterizzata da un “indice di mortalità” pari a 11,11, il più alto fra le arterie della provincia. Tanto è vero che nel 2018 il maggior numero di morti (4) e di feriti (54) sono stati registrati proprio in autostrada. Sono stati 33 i feriti lungo la Flaminia (Terni-Spoleto), 22 lungo la Narni-San Gemini e 21 e 20 rispettivamente sulla Umbro-Casentinese e sulla Tiberina.

Più in generale, nel 2018 in provincia di Terni sono stati rilevati 667 incidenti (1.718 nel Perugino e 2.385 in tutta l’Umbria) per un numero che rimane sostanzialmente stabile rispetto ai dati del 2016. Gli scontri mortali nel Ternano sono stati 15 (28 nel Perugino, 44 in Umbria) e i morti 15 (33 nel Perugino e 48 in Umbria). I feriti in Umbria negli incidenti stradali lo scorso anno sono stati 3.400: 926 in provincia di Terni, 2.474 nel perugino.

Non sono soltanto le arterie che sopportano una grande mole di traffico ad essere particolarmente soggette al rischio incidente. Alla SR 209 Valnerina - attraversata da oltre 8mila veicoli al giorno, di cui circa 150/200 mezzi pesanti - o ancora al collegamento tra Terni e Sant’Anatolia di Narco (1.700 veicoli al giorno con 120/150 mezzi pesanti) o al tratto ternano della E45 tra San Gemini e Terni Ovest appesantito da 15/17mila veicoli al giorno (di cui almeno mille mezzi pesanti) vanno dunque aggiunte le vie cittadine. L’Aci rileva infatti che il 60% degli incidenti si verifica lungo le strade urbane (con una particolare concentrazione su rettilinei ed incroci, complice la distrazione molto spesso causata dall’utilizzo di smartphone o tablet durante la guida) mentre il 60% dei decessi si verifica lungo le strade extraurbane principali a causa, in questo caso, del mancato rispetto della velocità.

Infrazioni fatali che poi ricadono su tutta la collettività. Perché gli incidenti hanno un impatto non soltanto emotivo su chi viene coinvolto. C’è infatti un costo sociale collegato ai danni materiali e sanitari che vengono prodotti dagli schianti. Secondo la relazione che accompagna l’ultimo Piano regionale dei trasporti, “i danni materiali e alle persone determinati dagli incidenti stradali umbri nel periodo 2001-2012 hanno determinato un costo sociale complessivo di 5,8 miliardi di euro (…). Il quadro complessivo, rappresentato dal costo sociale pro-capite che misura in modo ponderato morti e feriti, indica per l’Umbria un valore di 362 euro pro-capite” per una cifra complessiva che vale il 2,2% del prodotto interno lordo regionale. A livello locale, Terni paga un prezzo sensibilmente più alto rispetto alla media regionale, visto che il costo sociale dell’incidentalità si aggira attorno ai 63 milioni di euro l’anno ed ha un impatto pro-capite di circa 570 euro.

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