Infortuni sul lavoro: “Terni da maglia nera, dati in controtendenza negativa con quelli nazionali”

La nota della Fiom Cigl di Terni: “Dopo dodici anni la strage di Torino la ferita è ancora aperta” ricordando il rogo della ThyssenKrupp di Torino”

Terni

“Sono passati dodici anni ma per noi della Fiom Cgil di Terni la ferita è ancora aperta, per questo vogliamo ricordare Antonio Schiavone, Giuseppe Demasi, Angelo Laurino, Roberto Scola, Rosario Rodinò, Rocco Marzo, Bruno Santino, che il 6 dicembre 2007 sono caduti sul lavoro, nel rogo della ThyssenKrupp di Torino”

“Il sacrificio di questi sette lavoratori e colleghi, così come quello degli otto che da allora ad oggi sono morti nel sito Ast di Terni, ci indigna – continua il sindacato ternano - anche perché sembra essere stato vano, visti i dati INAIL su infortuni e morti sul lavoro. Gli ultimi, quelli relativi ai primi dieci mesi del 2019, ci dicono di un numero di denunce di infortunio in aumento (534.314 in 10 mesi), mentre gli infortuni mortali, seppure in lieve diminuzione, restano un numero inaccettabile: 896, un'enormità”.

"La città di Terni - sottolinea la Fiom - è ancora una provincia da “maglia nera”. Infatti, nello stesso periodo preso a riferimento gli infortuni passano da 208 a 223, mentre gli incidenti mortali passano da 4 a 5 addirittura in controtendenza negativa con il dato nazionale.

“Abbiamo appreso dalla stampa che sarebbe nato a Terni il primo distretto italiano della sostenibilità, ma come si può pensare ad una sostenibilità con questi numeri? - si domanda Alessandro Rampiconi, segretario generale della Fiom ternana - Noi consideriamo la sostenibilità un elemento fondamentale dello sviluppo, ma questa va intesa, però, non solo come rispetto dell’ambiente, ma anche della salute e della sicurezza dei lavoratori”.

“Nel 2008, anche sull’onda della tragedia che stiamo ricordando, con la ThyssenKrupp è stato siglato un protocollo sulla sicurezza, poi rinnovato negli anni, che dobbiamo necessariamente far diventare un protocollo provinciale, da applicare a tutte le realtà metalmeccaniche medio-grandi – conclude Rampiconi - Ovviamente, non basta e per questo ci mettiamo a disposizione delle altre sigle sindacali metalmeccaniche, delle controparti e delle istituzioni per avviare un confronto su questi temi che per noi rappresentano una priorità”.

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