Inquinamento, Terni paga un “tributo” maledetto: 27 morti in più l’anno

L’impatto dello smog sulla salute nella città dell’acciaio. Patologie cardiovascolari e respiratorie, mortalità infantile: ecco cosa dice lo studio realizzato dalla Azienda sanitaria locale

I dati ci sono. E dicono una cosa chiarissima. Nella relazione fra inquinamento e salute, Terni paga un “tributo” maledetto di 27 morti l’anno in più rispetto alla media nazionale. Detta in altri termini: se il livello di inquinamento che soffoca la città dell’acciaio venisse portato ai livelli medi nazionali, si salverebbe una vita ogni due settimane.

La settimana scorsa si è acceso un dibattito infuocato relativo al fatto che la Regione – così come sostenuto da Thomas De Luca e Paola Pincardini, rispettivamente presidente e vice della commissione controllo e garanzia di Palazzo Spada, abbia “vietato” alla Asl di diffondere i dati relativi alle contaminazioni da diossina e Pcb nelle matrici alimentari (latte e uova). Seguono accuse e precisazioni da parte della stessa Asl: i dati ci sono e sono pubblici.

In particolare, uno di questi dossier (“Valutazione di impatto sulla salute dell’inquinamento a Terni”, curato dal dottor Armando Mattioli, responsabile dell’Unità di progetto Ambiente e salute della Usl 2 dell’Umbria) è stato presentato a metà settembre ed è disponibile sul sito web aziendale in diverse formule così come altre indagini in materia di salute e ambiente, a cui l’azienda dedica una sezione apposita del sito (qui il link).

Ed è sfogliando proprio questo dossier che emergono una serie di elementi che chiariscono l’impatto dell’inquinamento sulla salute e i risultati che si potrebbero ottenere con una efficace politica di contrasto.
Emerge ad esempio che, rispetto al totale dei casi di mortalità media annua registrati a Terni (sono 1.348 nel triennio preso in esame, 2014-2016) l’inquinamento a Terni ne causa 27 (26,9, per la precisione) in più rispetto alla media nazionale. Di questi 27, oltre 21 sono attribuibili a malattie cardiovascolari (se ne rilevano in media 500 ogni anno) causate dall’inquinamento. E dei 32 infarti (mortalità ischemica cardiaca) medi annui, poco meno di 2 (1,82) sono conseguenza dell’inquinamento.

Dei 1.442 ricoveri per patologie respiratorie che si verificano mediamente ogni anno, a Terni ce ne sono circa 16 in più – rispetto alla media nazionale – causati dall’inquinamento; mentre sono circa 4 i ricoveri cardiologici “extra” causati dall’impatto dell’ambiente sulla salute.

Una slide della relazione è dedicata alla mortalità infantile. E dice che, portando i livelli di Pm10 al valore guida indicato dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), ossia 20 microgrammi al metro cubo rispetto alla media della città dell’acciaio che è mediamente tre volte superiore, si potrebbe salvare la vita di un bambino (0-1 anni) ogni sette anni.  

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