Maxi sequestro di droga a Terni, l’ombra della mafia

Quasi otto chili tra hashish, marijuana e cocaina in un garage di piazza Dalmazia. Arrestato un ternano, il giudice: ampio circuito di spaccio, canali di approvvigionamento importanti

“Non può infatti non tenersi in doveroso conto che si tratta di un soggetto apparentemente privo di occupazione lavorativa, colto nella disponibilità di un quantitativo di marijuana, hashish e di cocaina di una certa rilevanza e che quindi fa ritenere più che probabile che lo stesso risulti essere inserito in un più ampio circuito di spaccio di stupefacenti ed in contatto con esponenti della malavita capaci di garantire canali di approvvigionamento importanti”.

Con queste parole il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Terni, Federico Bona Galvagno, ha convalidato l’arresto di un cinquantenne ternano finito in manette dopo che la polizia ha ritrovato in un garage di piazza Dalmazia – nelle disponibilità dell’uomo – quasi otto chilogrammi di droga fra hashish, marijuana e cocaina.

L’operazione

Sono le 19 di giovedì 9 maggio quando gli agenti dell’antidroga della questura di Terni entrano in azione con il supporto di Jamil, cane antidroga della squadra cinofili Polaria di Roma-Fiumicino. Le informazioni raccolte portano gli investigatori a perquisire i garage di un condominio in piazza Dalmazia. In uno dei locali vengono ritrovati quasi 3,5 chilogrammi di marijuana, oltre 4 chilogrammi di hashish e poco più di 30 grammi di cocaina, “per un totale complessivo - è scritto nel verbale di sequestro formalizzato a cavallo fra la mezzanotte e le due del mattino del 10 maggio - di 7.725,3 grammi di sostanza sequestrata”. L’operazione porta al sequestro anche di due bilancini di precisione e di “una confezione integra contenente 10 siringhe da insulina e una confezione aperta contenente 6 siringhe della stessa tipologia”.

La lente sui contatti

Oltre all’ingente quantitativo di sostanza stupefacente, i poliziotti riescono a mettere le mani sul telefono cellulare dell'uomo – condannato per droga nel 2014 - che potrebbe rivelare informazioni utili non solo sulla possibile rete di clienti ma anche - e soprattutto - sui contatti che il presunto pusher sfruttava per garantirsi l’approvvigionamento della droga.

Davanti al giudice

Il giorno dopo l’arresto, l’uomo - assistito dal suo legale di fiducia, avvocato Francesco Mattiangeli - compare davanti al gip del Tribunale di Terni nell’udienza di convalida del fermo. Al di là dell’ammissione rispetto alla droga sequestrata, le informazioni che arrivano dall’udienza sono scarse. Ma, allo stesso modo, il gip ricostruisce un pezzo importante della storia, contestando all’arrestato due diversi capi di imputazione (uno per la detenzione di hashish e marijuana e l’altro per la cocaina) e poi accennando al “più ampio circuito di spaccio di stupefacenti” e al “contatto con esponenti della malavita”. La custodia cautelare in carcere “appare essere l’unica idonea a soddisfare le gravi esigenze cautelari, risultando necessario imporre un lungo e lento percorso di reinserimento sociale volto poi ad una (auspicabile) rieducazione, che può svilupparsi - scrive il gip - solo attraverso un periodo di detenzione intramuraria”. L’arrestato resta dunque a Sabbione. E gli investigatori sono sulle tracce dei grossisti della droga.

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