Da Narni a Terracina, ecco chi è il braccio armato della “mala” pontina

All’inizio di dicembre venne scopeto un arsenale nascosto nel parcheggio dell’ospedale della cittadina laziale. Stanotte i carabinieri hanno fatto scattare le manette ai polsi di un sessantenne narnese. Ecco perché

Le armi sequestrate a Terracina, foto da latinatoday.it

Un “insospettabile al soldo della malavita pontina”. Così gli investigatori definiscono Ugo Pioli, sessantenne narnese ma da tempo residente a Terracina, arrestato la scorsa notte nell’ambito degli sviluppi di una indagine partita lo scorso 13 dicembre quando nel parcheggio antistante l’ospedale della cittadina laziale venne ritrovato un arsenale di armi.

Si trattava di tre pistole semiautomatiche, due fucili semiautomatici, un fucile a pompa, una pistola mitragliatrice della seconda guerra mondiale, un revoler, una bomba artigianale con polvere nera e bulloni metallici e poi un chilo di polvere esplosiva, un lampeggiante e una paletta in uso alle forze dell’ordine e tre passamontagna. Tutto nascosto in tre borsoni tra l’erba alta di un terreno antistante il parcheggio dell’ospedale Fiorini di Terracina.

L’arsenale è stato rinvenuto dai carabinieri della compagnia di Terracina guidati dal capitano Francesco Vivona. I controlli, in vista delle festività natalizie, erano cominciati già nelle scorse settimane quando i militari avevano avuto il sentore che diverse bande avrebbero potuto compiere furti e rapine sul territorio. Sono quindi state avviate attività di controllo e perquisizioni che si sono concluse con esito negativo. Ma proprio il servizio a tappeto effettuato nella zona ha probabilmente indotto una banda a disfarsi del materiale da utilizzare per i colpi, nascondendolo in una zona alla periferia di Terracina.

Il materiale sequestrato secondo gli inquirenti poteva appartenere ad una banda pronta a compiere furti, rapine o addirittura assalti a portavalori, come dimostrerebbe la presenza di una paletta e di un lampeggiante del tutto simili a quelli in uso alle forze di polizia. Le armi sono state inviate al Ris per gli esami balistici. In particolare, i proiettili esplosi dalle armi sequestrate saranno confrontati con quelli ritrovati in episodi sospetti avvenuti a Terracina.

Le indagini hanno però permesso di risalire fino ad Ugo Pioli, raggiunto da una ordinanza emessa dal gip del Tribunale di Latina e che sarebbe uno “dei componenti di un gruppo criminale operante nel territorio pontino che, forte del potere intimidatorio derivante dalla notevole disponibilità di armi, munizioni ed esplosivi, mirava a mantenere in esercizio varie attività delittuose ed un ruolo egemone nella geografia criminale provinciale”.

L’attività di approfondimento non si ferma però qui: restano da scandagliare i rapporti di Pioli con eventuali altri componenti della banda e c’è da capire il percorso che le armi hanno fatto per arrivare fino a Terracina.

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