Operazione Gotham, Cecconi: questa accoglienza fa acqua da tutte le parti

Maxi retata contro lo spaccio in città, l’assessore ai servizi sociali: tra gli arrestati c’è chi mangia e dorme a spese nostre ma tra noi porta la morte. E in tasca ai nostri giovani ci sono troppi soldi: generosità diseducativa. Plauso di Confcommercio alla polizia

L’onda di Gotham sta provocando un maremoto. Investigativo e giudiziario, senza dubbio. Ma anche politico e sociale perché la maxi retata messa a segno dalla polizia apre una riflessione sul tema – attualissimo – dell’accoglienza nei confronti degli immigrati.

Operazione Gotham: tutti i dettagli

Ne aveva parlato sin da subito illustrando i dettagli dell’operazione il procuratore della Repubblica di Terni, Alberto Liguori, sottolineando più e più volte che non ci può essere “accoglienza senza legalità” e che l’accoglienza, ancora lei, va “programmata e gestita”.

Oggi sull’argomento torna l’assessore alle politiche sociali del Comune di Terni, Marco Cecconi. “I numeri e le storie personali che si intrecciano nella cosiddetta operazione Gotham rilanciano interrogativi aperti su una malintesa cultura dell’accoglienza. E forniscono risposte, purtroppo, davvero negative. Delle 29 persone coinvolte, lo sappiamo, in 28 casi si tratta di stranieri ma il punto non è questo. Il punto è che in molti casi - troppi - stiamo parlando, oltre che di clandestini, di immigrati che invece hanno già ottenuto asilo oppure sono in attesa di vedersi riconoscere lo status di profugo: ospiti di strutture gestite da associazioni ternane varie, finanziate con i fondi stanziati a questo scopo dallo Stato italiano. Persone che (avendo da mangiare e da dormire) vivono a nostre spese, appunto, senza far altro che spacciare droga. Persone che asseriscono di essere sfuggite alla morte e che per questo accampano il diritto di essere mantenuti da noi mentre nel frattempo, fra di noi - le nostre famiglie, i nostri figli - portano morte”.

Cecconi non nasconde una parte del problema e infatti sottolinea che “i clienti di costoro sono per lo più italiani, italianissimi, ternani e umbri: giovani, giovanissimi, con in tasca troppi soldi, elargiti con generosità diseducativa e inconsapevole”. E mette in evidenza un ulteriore aspetto, oggetto di approfondimenti giudiziari: “Tutta questa manovalanza di colore del traffico di stupefacenti farà senz’altro parte di un giro ancora più esteso, governato da chissà quale cupola, di chissà quale estrazione geografica”.

Il problema però resta ed obbliga “ad un ripensamento più che mai restrittivo di questa accoglienza che fa acqua da tutte le parti: ad iniziare dagli oneri di vigilanza e responsabilità che dovrebbero far capo alle associazioni beneficiarie dei fondi pubblici di cui sopra. Per distinguere le mele marce da quelle che non lo sono, non basta accogliere: occorre vigilare, controllare, dichiarare guerra alle irregolarità di ogni tipo, tagliare dove necessario, proprio come il Comune di Terni ha fatto già nell’agosto scorso con uno dei progetti Sprar, che ho voluto chiudere per le troppe zone d’ombra emerse nella gestione, spedendo tutto il fascicolo al Viminale. Per separare le mele marce da quelle sane, occorre evitare di girarsi dall’altra parte, trincerandosi dietro i luoghi comuni di una solidarietà che, da pelosa, può diventare e diventa anche complice e connivente. Per separare le mele marce da quelle sane, anche nelle case ternane e umbre occorrerà alzare di molto la guardia, così come stanno facendo le istituzioni e le forze dell’ordine”.

Il plauso di Confcommercio

“La sicurezza e la legalità sono componenti essenziali del contesto urbano, ma anche importanti fattori di produzione per tutto il terziario. Una città più sicura è una città in cui si vive e si lavora meglio”. Questo è invece il commento di Confcommercio Terni che, attraverso il presidente Stefano Lupi, manifesta “sincero apprezzamento e riconoscenza alle autorità competenti ed alle forze dell’ordine per la recentissima brillante operazione di polizia conclusa, che restituisce serenità e fiducia alla comunità ternana. Come più volte ribadito, la nostra associazione è al servizio delle autorità preposte, assicurando piena collaborazione e sostegno all’operato delle forze dell’ordine, nella convinzione che la sicurezza partecipata rappresenta un efficace strumento di prevenzione e contrasto ai fenomeni di illegalità”.

Il superpoliziotto premiato in Comune

polizia2-2“Una giornata lieta per il clima di condivisione e di collaborazione che si respira in città”. Così il sindaco Leonardo Latini, il prefetto Paolo De Biagi e il questore Antonio Messineo hanno commentato stamattina a Palazzo Spada la consegna dell’encomio nei confronti del sovrintendente capo della squadra mobile della questura di Terni, Claudio Nannini, ferito la scorsa estate durante una operazione antidroga e già premiato per meriti di servizio. “Un riconoscimento - ha detto il sindaco - che al di là del merito e del coraggio del sovrintendente Nannini, intende premiare l’operato di tutte le forze dell’ordine che lavorano per il bene comune e che ha un valore simbolico di unione tra la città e tutti coloro che quotidianamente s'impegnano nel compimento del proprio dovere, con sacrificio, per la legalità”. “Per noi - ha detto il questore - è un motivo d’orgoglio sentire la vicinanza della città: dobbiamo fare squadra e riappropriarci del nostro territorio che è delle persone per bene e oneste”. Di “collaborazione per il bene comune” ha parlato anche il prefetto che ha posto in evidenza il ruolo della collaborazione dei cittadini, anche nelle recente indagini antidroga.

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