Droga, come funziona lo spaccio nella città dell’acciaio e chi sono i pusher

Quattro segnalazioni a settimana, allarme fra i giovani e i giovanissimi. Ecco quali sono le etnie che gestiscono la “rete” a Terni. L’audizione del prefetto, Paolo De Biagi, alla commissione antimafia regionale

Gli italiani consumano, gli stranieri spacciano. Nel 2018 sono state 220 le persone segnalate per uso di sostanze stupefacenti: di queste, circa il 13% sono minori. Le ragazze rappresentano l’11%.

Scorrendo il verbale dell’audizione presso la Commissione regionale antimafia del prefetto di Terni, Paolo De Biagi, è possibile disegnare la cornice di un fenomeno criminale costante come è quello legato al consumo e allo smercio di sostanze stupefacenti.

Giovani consumatori

“Nei primi nove mesi del 2018 in realtà c’è stata una contrazione di circa il 30% - ha detto De Biagi davanti ai commissari di Palazzo Cesaroni - però se andiamo al dato complessivo, nel 2015 c’erano 175 segnalazioni, cioè giovani in genere segnalati alla prefettura per detenzione di sostanze stupefacenti, e comunque nel 2018 tendenzialmente arriviamo a 220. Quindi, il dato è in aumento. Le persone di sesso femminile sono attorno all’11 per cento del totale, i minori sono attorno al 13 per cento”. Il prefetto ha sottolineato “la preoccupazione di un progressivo abbassamento dell’età e comunque di un coinvolgimento dei giovani in questo fenomeno”.

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Ecco chi spaccia

“Sono molti dì più gli italiani che fanno uso di sostanze stupefacenti, mentre ovviamente coloro che spacciano sono all’80/85% di etnia straniera” ha poi puntualizzato il prefetto. Secondo i dati contenuti nella relazione finale della commissione antimafia, “gran parte delle persone denunciate, attorno all’85 per cento, sono dì origine magrebina e subsahariana, in particolare nigeriani”. Sono loro che tirano le fila dello spaccio, almeno di quello al dettaglio. “Ma a Terni – ha aggiunto il prefetto - abbiamo anche un discreto numero di albanesi e anche peruviani”.

Come funziona lo smercio

Lo spaccio di droga si concentra nel capoluogo: su 10 denunce per spaccio, 8 riguardano la città di Temi e le altre sono concentrate negli altri centri maggiori e molto spesso nelle località vicino ai caselli: Orvieto scalo, Baschi, Narni scalo, ossia “località un po’ di passaggio, dove è più facile anche nascondersi, camuffarsi, e dove c’è una maggiore frequentazione”.
Lo spaccio ha due sostanziali modalità. Quello su strada che è il più visibile e che “preoccupa anche i cittadini perché si vede”, si svolge principalmente in piazza dei Bambini e a piazza dell’Olmo, in parchi come parco Ciaurro e parco della Passeggiata, che sono zone abbastanza sensibili e che sono state oggetto della importante operazione Gotham portata a termine alla fine del 2018 dalla polizia di Terni.

Terni “baricentro”

Sul flusso di droga in città influiscono anche “la posizione geografica di Terni, il facile collegamento con piazze importanti, come Roma ma anche Perugia ma non solo come piazza di spaccio, anche come piazza di fornitura e non è da escludere anche la direzione nord sulla A1 verso Firenze. Quindi – ha detto ancora il prefetto - la posizione di Temi è abbastanza strategica, è in una zona pianeggiante, facilmente raggiungibile e quindi questo in qualche modo favorisce l’affluenza, il rifornimento dei malintenzionati che operano a Terni e il passaggio su Temi di quantitativi di droga diretti in altre località”.

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