Terni, agguato nella notte: accoltellato al petto per una resa dei conti, arrestato il colpevole

L’episodio a Borgo Bovio. Giovane ferito con un lungo coltello, è stato operato dai medici del Santa Maria di Terni. Le indagini di squadra mobile e volante della questura: ecco la ricostruzione dei fatti

Il coltello usato per l'aggressione

Un grave episodio si è verificato nel corso della tarda serata di giovedì a Borgo Bovio. E’ stato infatti tratto in arresto un cittadino nigeriano accusato di aver tentato di uccidere un suo connazionale. Sul fatto è stata convocata una conferenza stampa - inizio ore 10.30 - per chiarire le dinamiche dell’accaduto e fornire i dettagli del caso.

I dettagli forniti nella conferenza stampa

Una ferita da taglio da accoltellamento (una lama da diciotto centimetri, ndr) dopo una violenta lite in strada. E’ quanto accaduto nel corso della serata di giovedì in via Tre Venezie. Nella vicenda sarebbero coinvolti quattro nigeriani, uno di questi è ricoverato all’ospedale di Terni dopo un’operazione al torace resasi necessaria a seguito del ferimento. L’attività investigativa è stata rapidissima per evitare la fuga e la dispersione delle prove.

1-3-3E’ un cittadino nigeriano di 26 anni, titolare di permesso di soggiorno per asilo e domiciliato a Terni, l’autore dell’aggressione ad un connazionale di giovedì sera. L’uomo dopo essersi allontanato dalla scena è stato individuato al termine di una breve indagine e rintracciato venerdì nella sua abitazione di Borgo Bovio.

Un’indagine serrata, quella della polizia di stato ternana, che coordinata dalla procura della Repubblica di Terni, ha assicurato in pochissimo tempo alla giustizia la persona che – a seguito di una lite, sulle cui cause sono ancora in corso accertamenti – avrebbe accoltellato giovedì sera, davanti alla chiesa di Borgo Bovio, un connazionale di 28 anni, che è ricoverato all’ospedale di Terni, dopo essere stato operato al torace per una profonda ferita causata da un’arma da taglio.

I fatti dell’episodio di violenza

I fatti: giovedì sera, verso le 22, la squadra volante viene chiamata per una lite in corso tra stranieri a Borgo Bovio. Gli agenti arrivano ed identificano tre nigeriani che ammettono di aver avuto una discussione e dato che uno di loro afferma di non sentirsi bene, viene chiamata un’autoambulanza che lo accompagna al pronto soccorso, da dove più tardi si allontanerà volontariamente.

Alle 22.40 gli agenti vengono chiamati di nuovo, sempre nella stessa zona e più precisamente in via della Bardesca, per soccorrere un altro cittadino nigeriano che presenta una profonda ferita da taglio al petto; l’uomo dice agli agenti di essersi ferito da solo in casa, ma considerate le circostanze, la situazione sospetta viene segnalata ai colleghi della squadra mobile (diretti da Davide Caldarozzi), che – con il coordinamento del pubblico ministero di turno, il dottor Marco Stramaglia - avviano immediatamente l’indagine.

Poco prima di essere sottoposto ad intervento chirurgico, viene sentito il ferito, che cambia la sua prima versione, dicendo di essere stato accoltellato da un connazionale, riuscendo a fornire una sommaria descrizione dell’uomo agli investigatori.

Viene rintracciato un primo testimone, che conferma quanto raccontato dalla vittima e, ricorrendo anche alle immagini registrate dalle telecamere presenti in zona, viene individuato l’autore dell’aggressione. Nella tarda mattinata di venerdì, viene rintracciato nella sua abitazione, al cui interno viene anche trovato un paio di pantaloni sporchi di sangue.

Il taglio-3L’uomo dapprima nega di aver colpito il connazionale, ma poi inizia a fare le prime ammissioni sulle sue responsabilità; nel frattempo, viene ritrovata l’arma: sitratta di un grosso coltello da cucina, ancora sporco di sangue, trovato nei pressi del luogo della lite, dietro ad una centralina elettrica. A questo punto il nigeriano ammette di essere stato lui ad averlo nascosto lì, dopo aver colpito il connazionale, ma dichiara di essersi solo difeso e di non essere lui il proprietario dell’arma.

E’ stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto per tentato omicidio e portato nella tarda serata di venerdì al carcere di vocabolo Sabbione; al termine dell’interrogatorio di garanzia di lunedì mattina, il fermo è stato convalidato.

“È stata una attività investigativa rapidissima per evitare la fuga e la dispersione delle prove”, commenta il pm Stramaglia. Anche se devono essere definiti tutti i contorni della vicenda. Tra le immagini catturate dai sistemi di videosorveglianza presenti in zona, una in particolare riprende il presunto aggressore mentre nasconde il grosso coltello dietro la centralina elettrica.

Altro elemento fondamentale, l’entità del colpo inferto. Il coltello è penetrato piuttosto in profondità all’altezza del cuore, fino quasi a sfiorare il polmone sinistro. Indizio questo che avvalorerebbe la tesi secondo la quale l’intenzione era quella di uccidere.

Da chiarire poi – ma gli indizi portano in questa direzione – se l’aggressione sia maturata casualmente o se, più probabilmente, la persona colpita sia stata attirata in un agguato, forse organizzato per una resa dei conti.

Il ferito ha lievi precedenti penali, mentre a carico dell’aggressore non risultano reati precedenti che possano indicare con chiarezza il contesto in cui la lite è maturata e quindi un eventuale movente.

Restano poi da definire possibili responsabilità da attribuire a carico degli altri presenti. Se insomma siano stati semplicemente spettatori di un fatto di sangue o se, al contrario, abbiano anche loro un ruolo.

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