Cassa all’Ast, l’azienda rivede i numeri: 700 i lavoratori coinvolti. Ma i sindacati: troppa confusione

Incontro tra azienda e rappresentanti dei lavoratori. Mancano ancora certezze su piani produttivi, impianti coinvolti e lavoratori interinali. Si torna al tavolo il 26 settembre

Dalle nubi nere che si sono addensate in questi giorni sopra a viale Brin sembra potersi aprire un timido spiraglio. La cassa integrazione ordinaria che sarà attivata dal prossimo primo ottobre riguarderà 700 lavoratori diretti rispetto ai 1.200 inizialmente ipotizzati da Acciai speciali Terni. Un barlume fioco, non solo perché tocca direttamente settecento famiglie ternane ma perché, rilevano le organizzazioni sindacali, non è incastrato dentro ad un quadro più generale di certezze.

Emerge questo dal documento unitario diffuso oggi, 23 settembre, al termine dell’incontro che ha messo di fronte i rappresentanti dei lavoratori e il management di Ast. “Come avvenuto nel precedente incontro le organizzazioni sindacali hanno richiesto di nuovo di poter avere delucidazione rispetto ai piani produttivi, relativo mix, e impianti coinvolti. Inoltre sono state chiesti dati rispetto a forza occupazionale totale di Ast, numero di persone coinvolte dal provvedimento, monte ore ferie accumulato, relativa gestione degli eventuali scarichi dei lavoratori somministrati. L’azienda a fronte di quanto richiesto si è limitata a dire che il provvedimento riguarderà 700 dipendenti diretti e per quanto riguarda il personale somministrato sarà aperta una Cig per gestire gli scarichi produttivi rispetto ai reparti di appartenenza”.

I sindacati denunciano che “da parte dell’azienda, non c’è stata risposta sugli altri temi richiesti che ovviamente riteniamo utili per poter effettuare una discussione seria e costruttiva che ci metta nelle condizioni di poter affrontare questa fase complicata di Ast. Rispetto alla non disponibilità aziendale nell’approfondire, ad oggi, quanto sopra detto si è convenuto di aggiornare l’incontro nella data di 26 settembre auspicando che sia la volta buona per far chiarezza, nel rispetto dei ruoli e delle parti”.

“Ribadiamo che è un paradosso il fatto che dal 4 di settembre ad oggi un’azienda importante come Ast non sia in grado, o peggio ancora non voglia, eliminare la confusione generata fino ad oggi che ovviamente ha conseguenze negative solo sui lavoratori. Come organizzazioni sindacali responsabilmente come sempre fatto, espleteremo tutto il percorso ma è evidente però che questo atteggiamento aziendale conferma il più volte denunciato problema di corretta gestione del sistema delle relazioni sindacali”.

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