Ast, futuro a ostacoli: un altro mese di tempo per decidere cosa fare

Tante le incognite dopo lo stop alla fusione Tk-Tata, slitta al 6 giugno l’incontro al ministero dello Sviluppo economico.

Dei seimila posti di lavoro che potrebbero sfumare dopo lo stop dei giorni scorsi da parte di Bruxelles alla fusione fra Thyssenkrupp e TataSteel, circa quattromila dovrebbero riguardare gli stabilimenti in Germania. Non è quindi al momento possibile ipotizzare gli scenari che questa decisione avrà su Acciai speciali Terni (circa 2.400 dipendenti) oltre alle azioni connesse al piano industriale che Ast ha presentato nelle scorse settimane ai sindacati.

Se ne sta però parlando in queste ore in azienda, sia nel management che tra i sindacati. Per questo è stato chiesto di spostare l’incontro al ministero dello Sviluppo economico che era previsto per domani, 14 maggio. La segreteria del vicecapo di gabinetto, Giorgio Sorial, ha comunicato ad azienda e organizzazioni dei lavoratori che “la riunione plenaria Ast prevista per martedì 14 maggio alle 15.30 è stata annullata. La nuova data fissata per è giovedì 6 giugno alle 10.30”.

Un rinvio che - seppure motivato dalla indisponibilità dell’amministratore delegato di Ast, Massimiliano Burelli, per precedenti impegni - concede un ulteriore spazio di verifica e manovra per cercare di capire se e come la mancata fusione avrà riflessi anche su viale Brin. Soprattutto dopo che la scorsa settimana proprio l’azienda aveva anticipato la volontà di incrementare gli investimenti (da 57 a 60 milioni) pur senza toccare il delicatissimo tema degli organici a fronte della previsione di una sensibile riduzione del personale.

Un prossimo incontro è previsto per il 22 maggio: azienda e sindacati torneranno a confrontarsi sui dettagli del piano industriale così da avere altri dettagli in vista del 6 giugno al Mise.

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