Cassa all’Ast, la Regione a viale Brin: evitare strappi istituzionali e conflitti sociali, solidarietà ai lavoratori

Ammortizzatori sociali per 1.200 dipendenti, il presidente Paparelli convoca i sindacati: le motivazioni dell’azienda generano apprensioni

La situazione è seria e anche piuttosto grave. Perché dal 30 settembre e – presumibilmente – per 13 settimane 1.200 dipendenti di Ast saranno in cassa integrazione. Questo significa che un lavoratore su due (l’organico diretto conta 2.400 addetti che diventeranno 2.300 in base alle indicazioni del nuovo piano industriale) almeno fino a Natale usufruirà degli ammortizzatori sociali.

Decisione che deriva da una “contrazione del mercato” e dal “conseguente calo delle commesse di lavoro - spiegano i vertici di viale Brin nella lettera inviata a sindacati e Confindustria - registratosi ormai da qualche tempo e proveniente soprattutto dalla committenza abituale”. Esiste dunque una crisi di mercato che resiste anche agli “sforzi profusi per reperire nuove ed alternative occasioni”.

Motivazioni che “determinano apprensione”, spiega il presidente della Regione, Fabio Paparelli, in una nota che esprime però anche “stupore e sconcerto” per “le modalità - non proprio improntate alla correttezza dei rapporti istituzionali - con cui è stata appresa la notizia”.    

“Le modalità con le quali si è proceduto – dice Paparelli, che ha manifestato il suo disappunto direttamente all’ad di Ast, Massimiliano Burelli - rischiano di produrre uno strappo, sia con le organizzazioni sindacali, che con le istituzioni, proprio in un momento di rinnovo del Governo e nel quale, riteniamo, sarebbe invece opportuno ricercare tutte le sinergie possibili evitando lacerazioni e conflitti sociali”.

“È evidente – ha aggiunto - che la responsabilità sociale di impresa si esercita, soprattutto nel caso delle ‘Acciaierie’ che hanno segnato e speriamo continuino a segnare il destino e lo sviluppo di un’intera comunità, anche attraverso una formale correttezza dei rapporti che, obiettivamente, riteniamo in questo caso essere venuta meno”.

“Voglio esprimere - ha dichiarato inoltre Paparelli - la solidarietà e vicinanza alle maestranze che, ancora una volta, sono chiamate a sacrifici”.

Con l’obiettivo di una valutazione comune dei fatti determinatesi e delle iniziative da assumere, il presidente Paparelli ha convocato per lunedì 9 settembre, alle 15.30, nella sede della giunta regionale di Palazzo Donini a Perugia, un tavolo con le organizzazioni sindacali.

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