Edilizia, allarme rosso: dall'inizio della crisi persi 2.500 posti di lavoro

Emorragia profonda ma in rallentamento, analisi di Cgil: i mali sono lavoro nero, finte partite Iva ed elusione contrattuale, la ricostruzione post sisma non basta. Fillea Terni si scioglie e confluisce su Perugia

Sembra strano, ma la “stagnazione” che contraddistingue il settore edile nell’area ternana è giù un buon risultato. Soprattutto se paragonato all’emorragia che ha invece investito il mattone dal 2009 al 2015. Sul terreno, infatti, nell’ultimo decennio sono rimasti circa 2.500 posti di lavoro.

È un bilancio assolutamente allarmante quello tracciato nel corso dei lavori del quinto congresso provinciale della Fillea Cgil di Terni che si è svolto a Piediluco alla presenza, tra gli altri, del segretario generale della Fillea Cgil dell’Umbria, Augusto Paolucci, del segretario della Camera del Lavoro di Terni, Andrea Corpetti, di Vasco Cajarelli, della Cgil Umbria, e di Nicola Innocenzi, della Fillea Cgil nazionale.

“Nell’area ternana, l’andamento del settore edile è di sostanziale stagnazione, con un aspetto tuttavia positivo, consistente nel poter confermare e definire strutturale il dato riguardante l’arresto dell’emorragia di occupati, di ore lavorate e di massa salari, già a partire dal 2016 - ha detto nella sua relazione Cristiano Costanzi, segretario generale uscente della Fillea Cgil di Terni - Si è interrotta quindi quella costante dinamica erosiva che, dai primi mesi del 2009 a tutto il 2015, ha causato la perdita di più del 50% dei lavoratori iscritti alla cassa edile di Terni, dato che si traduce nella scomparsa di circa 2.500 lavoratori”.

Un dato in realtà probabilmente sovradimensionato, come ha spiegato lo stesso Costanzi, visto che “una parte di questi lavoratori è tutt’ora presente sul mercato, ma in altra veste: lavoro nero, finte partite iva, elusione contrattuale”.

A fronte di questa situazione, ancora assolutamente emergenziale, occorre, secondo Costanzi, “una cabina di regia pubblica che finalmente promuova tutte quelle opere indispensabili alla tutela ed alla sicurezza dei territori, come per altro già da tempo indicato dalla Cgil nel suo piano per il lavoro”. E questo, ha aggiunto Costanzi, “non confidando esclusivamente sulla ricostruzione post-sisma, che tutti auspichiamo in tempi brevi, ma che ad oggi segna il passo”.

Al termine del dibattito, la platea di delegati della Fillea Cgil di Terni ha approvato un passaggio storico dal punto di vista organizzativo per la categoria: lo scioglimento della Fillea Cgil di Terni, che confluirà nella Fillea Cgil dell’Umbria. Passaggio che sarà ufficializzato nel congresso regionale, in programma a Spoleto giovedì 18 e venerdì 19 ottobre.

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