Alessandro Rampiconi è il nuovo leader delle tute blu di Terni: “Acciaio, occupazione e ambiente sono le sfide”

Eletto il nuovo segretario della Fiom Cgil: “Penso all’Ilva di Taranto, ma Ast è una cosa diversa. Anche se il management è spesso poco trasparente o nebuloso”

Alessandro Rampiconi è il nuovo segretario generale della Fiom Cgil di Terni. Operaio metalmeccanico delle acciaierie Ast, 43 anni, Rampiconi ha una lunga militanza sindacale alle spalle ed esperienze importanti all’interno della stessa Fiom, poi nella Camera del lavoro di Terni e infine nel sindacato dei traporti, la Filt Cgil Umbria.

L’assemblea generale delle tute blu Cgil, riunita all’hotel Michelangelo alla presenza della segretaria nazionale Francesca Re David, lo ha eletto oggi, 29 novembre, con 61 voti a favore, una scheda bianca e un astenuto. Rampiconi subentra così a Claudio Cipolla, che ha recentemente assunto la guida della Cgil provinciale e al quale è andato il saluto e il ringraziamento dell’assemblea.

“Quando mi è stata prospettata questa candidatura, ho fatto un salto sulla sedia e i polsi hanno cominciato a tremare. Devo dire che quello stato di agitazione non si è mai fermato”, ha esordito Rampiconi, che ha poi toccato nella sua relazione tanti temi, partendo dalla situazione internazionale per arrivare alle questioni della siderurgia e del territorio.

Rampiconi ha rinnovato la solidarietà della Fiom di Terni a tutti i lavoratori di Taranto, ma ha anche sottolineato le differenze che esistono tra quella vertenza e la situazione di Ast: "È vero - ha detto - fa effetto vedere oggi a Taranto la Morselli e Ferrucci, ma ricordiamoci che parliamo di produzioni diverse: gli acciai comuni con il ciclo integrale da altoforno hanno come materia prima il minerale; gli acciai speciali di Terni, invece, sono prodotti da forno elettrico che hanno il rottame come materia prima”.

Questo non cancella ovviamente le preoccupazioni per l’incertezza del futuro e dello scenario internazionale: “Se devo fare un’analogia - ha detto ancora Rampiconi - la faccio con il mercato dell’auto dove rimarranno 4-5 competitors a livello mondiale. Lo stesso sta accadendo per l’acciaio e questa ristrutturazione coinvolgerà, inevitabilmente, gli acciai comuni, ma anche la nicchia degli acciai speciali. A Terni, non ce ne voglia nessuno - ha aggiunto - abbiamo un management che troppo spesso è poco trasparente o quanto meno nebuloso su volumi produttivi e sull’organizzazione del lavoro. Ancora dobbiamo capire se la produzione degli acciai speciali rientra o no nel core business della ThyssenKrupp”.

Ad accrescere le preoccupazioni ci sono poi i dati occupazionali: “Nel 2008 - ha sottolineato ancora il neo-segretario - l’Inps ha registrato circa 7.900 lavoratori che hanno lavorato almeno una giornata in aziende metalmeccaniche della provincia, per un totale di circa 2.200.000 giornate lavorate. Nel 2018 i lavoratori erano quasi 2.000 di meno con un calo di 500.000 giornate lavorate”.

A pagare il conto di questa crisi occupazionale sono stati molto spesso i lavoratori degli appalti: “Ed è proprio qui - ha detto Rampiconi - che vogliamo sperimentare la contrattazione inclusiva, per dare una rappresentanza e risposte ai bisogni dei somministrati, di chi lavora nella mensa, nel multiservizi, in edilizia o è un metalmeccanico, senza però appartenere alla stessa azienda. Lì c’è plasticamente rappresentata la frammentazione del lavoro”.

C’è poi la grande questione ambientale. Rampiconi ha ricordato come i bollettini dell’Arpa assegnino un giudizio troppo spesso “scadente” alla qualità dell’aria nella Conca. “Bisogna dare seguito, come chiediamo nella piattaforma di Cgil, Cisl e Uil - ha detto ancora Rampiconi - al completamento della piattaforma logistica e decongestionare il traffico dei 500 Tir che quotidianamente invadono la città. Ma anche questo non basta. Abbiamo l’obbligo di fare un salto di qualità tanto complicato quanto necessario, che è quello di offrire noi un nuovo modello produttivo compatibile con l’ambiente”.

“L’elezione di un nuovo segretario è sempre un fatto importante - ha detto nel suo intervento Francesca Re David, segretaria generale della Fiom Cgil nazionale - perché è anche attraverso l’esercizio della democrazia sindacale che si consolida il rapporto tra lavoratori, iscritti, delegati e gruppo dirigente. Un rapporto tanto più importante - ha aggiunto - ora che ci apprestiamo ad aprire la vertenza per il rinnovo del contratto nazionale”.

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La segretaria ha poi parlato della situazione della siderurgia: “Viviamo una fase di grande confusione che sconta la mancanza di politiche industriali degne di questo nome negli ultimi 20 anni. Questo lascia lavoratori e territori sulle sabbie mobili. Per quanto riguarda Terni - ha aggiunto - rivendichiamo da tempo un piano industriale di Ast, che è un sito di eccellenza, ma che non può continuare a vivere alla giornata con programmazioni e progetti di breve periodo”.  

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