Scattano i licenziamenti, Pasqua amara per i lavoratori Gls. L’accusa della Cgil: sfruttamento vergognoso

I provvedimenti a Terni, Foligno e Città di Castello. Il sindacato: sistema aziendale fatto di scatole cinesi, abbiamo chiesto il reintegro immediato

Una Pasqua amara e di incertezze per i dipendenti del corriere Gls in Umbria, raggiunti dai licenziamenti contro i quali si sta muovendo la Cgil regionale.

“Assetto societario complesso”

“È necessaria, prima di raccontare i fatti, una premessa che spieghi l’assetto societario di Gls Italy. Qui in Umbria – ricostruisce Marco Bizzarri, della Filt Cgil dell’Umbria - Gls ha ceduto in franchising il suo marchio a AN, società perugina riconducibile ad Adriano Nuzzo, che, a sua volta, per i servizi di facchinaggio e consegna, ha appaltato il lavoro ad un consorzio di fuori regione, che assume lavoratori presso le proprie controllate, in genere cooperative o srl, con una vita media di circa un anno. Un assetto societario assai complesso, dove tra il lavoratore in divisa Gls e la stessa, sussistono ben tre soggetti societari diversi (committente, consorzio e controllata). Le srl o le cooperative in cui i lavoratori sono assunti, vengono chiuse in genere dopo un anno di vita ed il lavoratore viene riassunto da una nuova cooperativa o da una nuova srl, creata ad hoc. Tanto per essere chiari, ci siamo imbattuti in lavoratori che hanno indossato la divisa Gls per 16 anni, ma che hanno avuto in questo periodo 16 rapporti diversi di lavoro con altrettanti soggetti societari”.

“Sistema di sfruttamento perverso”

In questo contesto è a rischio il futuro dei corrieri impiegati in Gls Italy, che – secondo la Cgil – finisco impigliati in un “sistema di scatole cinesi che nascono e muoiono” e nelle quali “il lavoratore non ha pressoché capacità di esprimere contenzioso legale di alcun tipo, poiché la vita brevissima dei soggetti societari per cui lavora non lo permette”. Il sindacato parla di “sistema di sfruttamento perverso, creato negli studi di qualche consulente del lavoro, che sfruttando le pieghe della legge consegna ai corrieri Gls umbri un contesto fatto di incertezze e assoluta subalternità all’azienda”.

La beffa a inizio aprile

“Ad inizio aprile – sostiene Bizzarri - si è consumato un ennesimo grave fatto. Sembrerebbe infatti che all’inizio dell’anno il consorzio abbia di nuovo cambiato le aziende in cui i lavoratori operano, facendo firmare un ‘contratto’ in cui era previsto un lungo periodo di prova (periodo di prova per lavoratori che lavorano nei cantieri da anni!?!) provvedendo poi, all’inizio di questo mese a licenziare una quindicina di lavoratori per mancato superamento del periodo di prova. In sostanza, cambia il nome dell’azienda, ma non chi la dirige e si butta per strada gente che svolge questo lavoro da anni. Un atto grave, a cui non sappiamo dare una spiegazione chiara, se non la volontà di allontanare dal posto di lavoro personale ben preciso, magari qualcuno poco ‘simpatico’ alla governance aziendale”.

Le filiali colpite sono quelle di Terni, Foligno e Città di Castello dove “i lavoratori umbri dei cantieri Gls si ritrovano vittime di una normativa carente e di una volontà padronale di vecchio stampo, in cui il dipendente è un ingranaggio del sistema produttivo di cui disfarsi a proprio piacimento. Chiediamo pertanto solidarietà ed interessamento per questi lavoratori, chiediamo che le istituzioni dello Stato assolvano al loro compito, controllando le filiere degli appalti, affinché atti di questo tipo non si ripetano. Noi come Cgil – conclude Bizzarri - offriremo a questi lavoratori tutta la nostra disponibilità e il nostro aiuto, per il momento abbiamo chiesto l’immediato reintegro di tutti i lavoratori coinvolti, pur avendo ricevuto un diniego andremo avanti nella nostra battaglia, invitando tutti i colleghi ancora operanti in Gls a sostenerci, contro un gesto arrogante e sfacciato”.

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