Non solo pascoli d’oro, dubbi anche sulla Banca della terra: adesso l’Afor finisce nel mirino

L’associazione Passione Umbria: più trasparenza su assegnazione dei terreni e anagrafiche. Simonetti (M5S): agevolare chi deve fare i controlli

La punta della montagna. La vicenda del pastore ternano Mauro Piergentili continua a suscitare l’interesse della politica. E in queste ore si stanno muovendo il Movimento 5 Stelle di Terni e l’associazione Passione Umbria.

Il contratto tra Comune di Terni e Afor

Il gruppo consigliare del Movimento 5 Stelle a Terni ha predisposto una richiesta di accesso agli atti per vedere le carte che regolano il rapporto tra Palazzo Spada e Agenzia forestale regionale in relazione all’assegnazione dei terreni. “Vogliamo che vengano resi noti ed accessibili a tutti i nomi e cognomi di chi paga tali importi per ottenere il diritto al pascolo sui terreni del Comune di Terni, lo stesso vale per chi sfrutta i boschi da taglio demaniali. Vogliamo inoltre che venga garantito il diritto sacrosanto ai nostri piccoli allevatori di essere tutelati e sostenuti, che venga riconosciuta la valenza sociale ed economica del loro mestiere e che ad essi il Comune di Terni conceda almeno il 30% dei pascoli ad importi simili a quelli che venivano pagati fino a poco tempo fa. Inoltre, è fondamentale mettere in condizione gli organi di controllo preposti, a partire da quelli del Comune, di poter verificare che i pascoli vengano usati correttamente – dice il consigliere comunale pentastellato Luca Simonetti - perché ad ogni ettaro affidato possono corrispondere contributi pubblici dell’Agenzia per le erogazioni in agricoltura, ad oggi a quanto pare non si riesce a sapere neanche chi sono i concessionari”.

Passione Umbria e la Banca della terra

Richiesta di chiarezza arriva anche da Passione Umbria che avanza alcune richieste all’Afor e alla “politica regionale e comunale”. L’associazione fa riferimento ad alcuni articoli della legge istitutiva di Afor (numero 28 del 23 novembre 2011). In particolare, si fa riferimento al comma 2 dell’articolo 18 che parla di “attività e servizi a connotazione pubblica non economica…”. “Questo è uno dei compiti fondanti dell’Afor che però nel momento in cui concede ettari di terreno a prezzi esorbitanti non viene rispettata”. E poi ancora il comma 2 dell’articolo 19 che prevede che Afor svolga “…ogni attività per l’ottima gestione degli ambiti silvo-pastorali…”. “Laddove si vede la presenza di strutture o abbeveratoi abbandonati e vetusti tale compito in capo all’Agenzia risulta disatteso”. Così come disatteso – secondo Passione Umbria – è il passaggio successivo dello stesso articolo che parla di lavori di manutenzione che, come denunciato dallo stesso Piergentili, non sembra vengano svolti.

“Il sito Afor – dice ancora l’associazione - risulta mancante di molte informazioni, link associati e/o regole per i bandi di assegnazione degli ettari da destinare ai beneficiari come invece risulta nei siti delle altre agenzie regionali. Altra domanda che ci poniamo è quella relativa alla Banca della terra umbra. Nel sito sono stati censiti tutti gli immobili/terreni di proprietà pubblica e/o privata che possono essere utilizzati per il pascolo e/o altre attività? Le anagrafiche dei soggetti interessati risultano aggiornate? Chi gestisce direttamente la Banca della terra umbra? Chiediamo quindi chiarezza da parte sia dell’Afor che anche da parte del mondo politico, troppo silente su molti argomenti”.

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