Acciaieria, l'Usb: "Chiarezza sul futuro dei lavoratori Harsco"

Dopo l'affidamento della gestione del recupero delle scorie il sindacato chiede che i finlandesi di Tapojarvi si faccia carico dei dipendenti che già operano in Ast

Le acciaierie di Terni

"Chiarezza sul futuro dei lavoratori della Harsco". Lo chiede la federazione lavoro privato della Usb di Terni dopo che Ast ha aggiudicato ai finlandesi di Tapojarvi la gestione del recupero delle scorie delle acciaierie preferendola proprio ad Harsco che da tempo opera nello stabilimento di viale Brin. 

"Bene, ma non benissimo - commenta il sindacato - considerata la lunga e snervante attesa che hanno dovuto subire i lavoratori in forza in Harsco, di stanza in Ast, come non benissimo sono stati accolti dagli stessi lavoratori i tempi e i modi del fine parto, avvenuto lontano da occhi e orecchie interessate forzatamente lontane dallo stabilimento. Ovviamente, considerata l’autorevolezza della commissione di vigilanza presieduta dal dottor Craticalà, siamo fiduciosi sulla bontà della scelta avvenuta, scelta ponderata e basata su numerosi controlli e accorgimenti di natura tecnico amministrativa riguardanti i due ambiziosi competitor principali scelta che, non vorremmo però, possa avere come maggiore prerogativa quella del ribasso dei costi gestionali".

L'Usb chiama in causa l'accordo del 2014 "che ha scaricato sui lavoratori - sostengono - l’intero costo della ristrutturazione, con il ridimensionamento di oltre 350 unità degli occupati in Ast e senza nessuna certezza per i lavoratori delle ditte terze operanti nel sito siderurgico. Una disfatta che, i più lungimiranti, hanno considerato deleteria non solo per il presente ma, soprattutto, per il futuro sempre più plumbeo e pieno zeppo di interrogativi. La mancanza di regole certe sulla consequenzialità dei cambi d’appalto interni, regalerà ai tanti lavoratori dell’uscente Harsco una fine estate ricca di preoccupazione mista a panico, una preoccupazione legittima quanto attuale che è figlia della scellerata gestione della vertenza del 2014".

Per questo il sindacato "vista l’imminente scadenza dei contratti di appalto, chiederà il coinvolgimento delle Istituzioni locali, mettendo in campo tutte le azioni volte a fare chiarezza prima di tutto sui livelli occupazionali, per chiedere che tutta la forza lavoro sia assorbita dalla multinazionale Tapojarvi, ma anche sulle tecnologie adottate per il miglioramento ambientale, questione annosa che deve essere affrontata immediatamente e nella giusta direzione. Siamo infatti convinti - concludono dall'Usb - che la produzione di acciaio può e deve avvenire limitando gli elementi impattanti sulla salute del territorio ternano, attuando politiche industriali volte al rafforzamento di Ast nel contesto globale e ponendo il sito siderurgico all’avanguardia, con l’utilizzo delle migliori tecnologie presenti nel settore".

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