"Ast, futuro incerto", la Uilm chiede di tornare dal Governo

Il sindacato preoccupato dalle difficoltà di Thyssen Krupp che si ripercuotono sulle acciaierie: "Indeterminatezza sempre più palpabile"

L'ingresso dell'Ast in viale Brin

"Tornare in tempi brevi a un tavolo governativo utile a perfezionare la possibilità per Ast di poter ricoprire e svolgere a pieno titolo il ruolo che più gli compete, quello di pilastro Italiano strategico per l’acciaio inox e con potenzialità effettive di aggressione dei mercati e dei diversi competitor, con tutte le dovute garanzie che solo lo stesso può dare". E' questo l'appello che lancia la Uilm preoccupata dalla situazione che sta vivendo la Thyssen Krupp e che, secondo il sindacato, non fornirebbe garanzie sul futuro dello stabilimento di viale Brin. 

"Uno scenario Internazionale estremamente delicato per le prospettive future di Thyssen Krupp - dicono - preda al suo interno di un indebitamento miliardario e di efficaci scalate da parte dei fondi di Investimento che sempre con maggior potenza ne determinano strategie e conseguenze e con un sistema politico che da quanto è dato percepire, non ha più la medesima forza garantista del passato, apre inevitabilmente ad approfondite riflessioni e a importanti preoccupazioni. La collocazione futura di Ast all’interno di quella parte d’identità aziendali meno competitive e più esposte a ristrutturazioni, vendite o possibili dismissioni, certamente non ci soddisfa e non ci da la ben che minima visione possibilista di un’adeguata e sostanziale prospettiva di medio e lungo periodo".

Per il sindacato "i segnali che i più attenti colgono in azienda, vanno purtroppo nella direzione peggiore: indeterminatezza sempre più palpabile, idea organizzativa ampiamente discutibile e livello di tensione tale da spostare costantemente le attività e gli obiettivi lontano dai reali problemi che  diversamente  necessitano di interventi in alcuni casi strutturali e di soluzioni visibili e riscontrabili. Un piano Industriale che dalle prime battute risulta debole sotto tutti i principali punti di sostanza, dagli investimenti ai volumi produttivi ai livelli occupazionali ai tempi, alimenta la legittima opinione dell’indugio e della difesa e in assenza di punti di avanzamento concreti, difficilmente consentirà la possibilità di ricercare sintesi onorevoli e garanzie sostenibili di competizione. Un’idea di piattaforma di secondo livello, che non rappresenta in termini d’impostazione generale un investimento sulle maestranze, sulla loro migliorata soddisfazione e sul loro fondamentale impegno, difficilmente può colmare una fetta di sacrificio, sostenuto e rispettato con coerenza in questi quattro anni passati".

E anche alla luce dei recenti episodi, secondo la Uilm, "i diversi aspetti ambientali, dal nostro punto di vista, non possono rappresentare un alibi vantaggioso per chiunque ed è necessario pertanto che direzione approfondisca, investa e trasmetta dati certificati con modalità ancor più trasparenti. Se le legittime critiche e polemiche non sono immediatamente affrontate e disinnescate, si diventa inevitabilmente ostaggio d'interessi diversi e questo per un’azienda che deve poter continuare a convivere con un’intera Città non è nel modo più assoluto, accettabile e permissibile".

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