Confcommercio: “Terni? Una città in caduta libera se non trova una sua identità”

Il bilancio di fine anno e le priorità del 2019 dell’associazione: stiamo scivolando verso il sud Italia, subito interventi per largo Manni, mercato coperto e palazzetto dello sport | IL VIDEO

Maria Bruna Fabbri e Stefano Lupi

Basterebbe la frase con cui il presidente di Confcommercio Terni, Stefano Lupi, ha aperto la conferenza stampa di fine anno dell’associazione di categoria per tracciare i contorni della questione: “Stiamo scivolando verso il sud Italia”. E non tanto – o non solo – per i dati che descrivono la situazione economica e sociale di Terni. Ma per “una visione di città che non vediamo manifestarsi in questa giunta”.

E allora l’appuntamento di fine dicembre non seve soltanto a tracciare un bilancio dell’anno che si sta per concludere ma anche per indicare l’agenda che dovrebbe segnare il 2019. Insomma, le cose (non) fatte e (tutte) quelle da fare.

I dati

I numeri, quelli dell’Istat, di Unioncamere e del Centro studi Confcommercio, sono asettici ma chiari. Il Pil regionale si attesta su 24.300 euro, nella parte bassa della classifica italiana che fa registrare una media di 28.000 euro. “I consumi, compresi quelli natalizi – dice Lupi – sono in linea con quelli dello scorso anno”. Ma questo non basta a sentirsi al riparo dagli effetti di una crisi che, al contrario, sta assumendo contorni sempre più strutturali. E se “i dati Unioncamere-Infocamere fanno registrare, in generale, nel bilancio tra nuove imprese e cessazioni una sostanziale tenuta sul piano quantitativo (235 iscrizioni a fronte di 137 cancellazioni)” il settore del commercio fa eccezione. E fatica: 42 iscrizioni e 64 cessazioni, con un saldo pari a -22.

Le riflessioni

“La città – dice Lupi – è percepita come insicura e con una bassa qualità della vita”. Per questo mancano investimenti e si fatica anche ad essere attrattivi. “Il commercio, inoltre, sta subendo una profonda trasformazione” dovuta a tre fattori: “Grande distribuzione, e-commerce e scarsa appetibilità del centro”. Trasformazione che dunque viene subita e non gestita dalla città dell’acciaio che, “se non trova la sua identità” finirà dentro “una caduta libera inarrestabile”.

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Le prospettive

“Come immaginiamo noi questa città? Vivibile, intelligente, con forti elementi di innovazione. Che ci sono”. Lupi parla dunque di “rigenerazione urbana”, di una “città a dimensione di persona”, che sappia trovare un “bilanciamento nella sua offerta commerciale” che va, oltretutto, riqualificata. Dicendo “basta ai grandi centri commerciali. Noi – sottolinea il presidente di Confcommercio – abbiamo già dato”. E poi intervenendo su alcuni punti precisi. “Piazza del mercato che noi immaginiamo come contenitore del piccolo artigianato, del commercio qualificato”. E poi, ancora, largo Manni e la necessità di un palasport che non sia solo per gli eventi sportivi ma che sia “contenitore” a disposizione della città e che serva a “riqualificare” quell’area tra “lo stadio e il fiume nera”. Interventi questi che però devono essere affrontati in maniera “organica”. Così come i problemi infrastrutturali: “Mettere in sicurezza la Flaminia tra Terni e Spoleto, raddoppiare la Orte-Civitavecchia, far partire la piastra logistica nell’ottica di uno sviluppo green”. Tutto questo non può che essere affrontato in una “conferenza programmatica di territorio” con Terni, Narni e gli altri comuni interessati. Magari prendendo esempio da Find Your Xmas, l’iniziativa promossa da Confcommercio per questo Natale. Trentatré operatori che si sono messi insieme in un nuovo modello organizzativo “che non si esaurisce il 6 gennaio”, dice Lupi. Perché “le politiche di condominio non pagano più”.   

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