Il “tesoro” della Fondazione Carit: patrimonio da oltre 200 milioni di euro

Redditività e interventi sul territorio, Palazzo Montani primeggia in Italia: meno contributi a pioggia, privilegiamo la progettualità. Oltre il 65% dei fondi destinati ai privati

Palazzo Montani, sede della Fondazione Carit

“La Fondazione Carit, seconda delle 18 Fondazioni medie italiane, con un patrimonio di oltre 203 milioni di euro, si posiziona egregiamente rispetto ai dati del sistema e a quelli delle Fondazioni bancarie di medie dimensioni e del centro Italia”.

È questo uno dei passaggi contenuti nella analisi di gestione che l’Acri, Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio spa, ha effettuato sulla redditività e sugli interventi realizzati da Palazzo Montani nel 2018.

Si tratta di uno studio, quello di Acri, che permette di “confrontare i dati individuali con quelli relativi al gruppo di Fondazioni di appartenenza per classe dimensionale di patrimonio, area territoriale, nonché con quelli dell’intero sistema delle Fondazioni.

“In un annus horribilis per gli investimenti finanziari come il 2018 – sottolineano dalla Fndazione Carit -  grazie ad una accorta e mirata gestione interna, la redditività del patrimonio è risultata superiore alla redditività media delle Fondazioni del centro Italia, delle Fondazioni di medie dimensioni (come la nostra) e dell’intero sistema delle 88 Fondazioni di origine bancaria”.

Per quanto riguarda la tipologia degli interventi, la Fondazione Carit ha destinato ad erogazioni annuali fino a 5.000 euro soltanto il 4% delle disponibilità, mentre le rogazioni superiori a 5.000 euro sono risultate oltre il 95%. La quota degli gli interventi pluriennali è infine pari allo 0,8%.

“Ciò spiega il significativo impegno della Fondazione volto alla eliminazione delle cosiddette erogazioni a pioggia del passato, in favore di una progettualità maggiore sia diretta che a fronte di richieste di terzi”.

Inoltre, la Fondazione di Terni ha erogato fondi per il 51,5% attraverso i bandi, per il 14,5% attraverso iniziative proprie dirette e per il 34% per progetti e domande presentate da terzi.

L’ultimo dato è relativo alla distribuzione delle erogazioni: quelle in favore di soggetti privati assorbono il 65,5% del totale, mentre quelle rivolte ai soggetti pubblici sono state il 34,5%.

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