Poveri pensionati, in Umbria l’assegno è da fame. Ma a Terni se la passano un po’ meglio

L’importo medio nel cuore verde d’Italia è più basso di oltre il 6% rispetto alla media nazionale, la situazione nella città dell’acciaio. Ires Cgil: tutelare la condizione economica e sociale della popolazione anziana

In media, gli oltre 310mila pensionati umbri sono più poveri di più del 6% rispetto ai colleghi del resto d’Italia. Per una volta però, gli anziani di Terni possono distinguersi – in senso positivo – rispetto al resto della regione.

“I dati aggiornati dell’Inps relativi agli importi pensionistici messi in pagamento nel 2019 – spiega Mario Bravi, presidente di Ires Cgil Umbria - evidenziano ancora una volta il gap negativo che caratterizza la nostra regione sul piano economico e sociale. Oltre alla differenza e le criticità sul terreno salariale, su quello dell’andamento del Pil e degli investimenti, si conferma e si consolida una differenza in negativo, anche per quanto riguarda il trattamento pensionistico, che in Umbria, secondo nostre elaborazioni su dati Inps, vede una differenza in negativo per quanto riguarda il trattamento economico delle pensioni di vecchiaia pari a -5,4 %, mentre la media complessiva dei trattamenti pensionistici segna in Umbria un pesante -6,2%”.

Il dato umbro dice infatti che l’assegno mensile medio è pari ad 830,2 euro a fronte di una media nazionale di 885,9 euro. Soltanto le pensioni di invalidità e gli invalidi civili, a livello regionale, fanno registrare importi più alti rispetto alla media nazionale, con un differenza che oscilla fra +3% e +3,7%.

Per quanto riguarda la situazione di Terni, i quasi 40mila pensionati ternani possono contare su un assegno mensile medio di 931,8 euro, quindi più alto sia della media regionale che di quella nazionale. Ad alzare la media sono gli assegni per la pensione di vecchiaia: quasi 18mila per un importo che supera i 1.300, mentre le invalidità fanno registrare performance contrarie. L’assegno medio corrisposto ai quasi 8mila invalidi civili sfiora i 430 euro (448 euro in Umbria, 423 euro in Italia) mentre quello di invalidità (sono 3.200 nella città dell’acciaio) è di 723 euro, a fronte dei 730 euro corrisposti mediamente in Umbria, comunque più alto della media nazionale che supera appena i 705 euro al mese.

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“Dai dati dell’Inps e da quelli che abbiamo elaborato – rileva ancora Bravi - emerge l’esigenza di tutelare la condizione economica e sociale della popolazione anziana umbra (circa il 25% del totale) che dal 2001 ad oggi ha visto erodere il proprio potere d’acquisto reale di circa il 30%”.

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