Imprese e partite Iva, scocca l’ora della rivoluzione: dal primo gennaio la fattura si fa on-line

Nel Ternano cambiano le regole per circa 21mila soggetti: chi deve adeguarsi e quali sono le multe. I consigli della Camera di commercio

La Camera di commercio di Terni parla di “cambiamento epocale in vista per le imprese”. Dal primo gennaio scomparirà infatti la fattura cartacea per fare spazio solo alle fatture elettroniche. Entra così in vigore l’obbligo di emissione di fatturazione elettronica tra privati, imprese e i titolari di partita Iva.

In provincia di Terni, interessati al nuovo obbligo saranno oltre 21.000 imprese e titolari di partite Iva. “E la Camera di commercio è pronta ad affiancare le imprese”. L’ente mette infatti a disposizione gratuitamente per le Pmi iscritte presso i suoi registri una piattaforma, che consente di gestire tutto il processo di fatturazione elettronica: compilazione, trasmissione, ricezione e archiviazione. Per accedere è necessario essere in possesso di una Cns. Collegandosi al sito https://fatturaelettronica.infocamere.it  tutte le imprese possono ottenere assistenza sull’intero processo  di fatturazione elettronica.

Che cos’è e come funziona la fatturazione elettrtonica

Dal primo gennaio tutte le fatture emesse tra soggetti residenti o stabiliti in Italia dovranno essere in formato elettronico. L’obbligo di fattura elettronica vale sia nel caso in cui il rapporto è tra due titolari di partita Iva (operazioni b2b) sia tra un operatore Iva e un consumatore finale (operazioni b2c). Sono esonerati dall’emissione della fattura elettronica gli operatori (imprese e lavoratori autonomi) che rientrano nel regime di vantaggio o in quello forfettario. A queste categorie si possono aggiungere i piccoli produttori agricoli, che erano esonerati per legge dall’emissione di fatture anche prima dell’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica.
La fattura elettronica va redatta utilizzando pc, tablet o smartphone e deve essere trasmessa elettronicamente al cliente tramite il Sistema di interscambio (Sdi): un “postino” digitale che verifica la correttezza dei dati prima di consegnare la fattura al destinatario. Per l’emissione si può utilizzare un software gratuito messo a disposizione dell’Agenzia delle entrate. Tutti dovranno comunque dotarsi di un programma che consenta l’invio della fattura al Sistema di interscambio in formato Xml (Exstensible Markup Language). La fattura si considera non emessa se viene predisposta e inviata al cliente in forma diversa da quella Xml o con modalità diverse dal Sistema di interscambio. Con la fattura elettronica non cambiano le sanzioni già previste per la mancata o tardiva emissione di una fattura tradizionale. La legge di riferimento resta la 471 del 1997. Ma per il primo semestre del 2019 ci saranno alcune deroghe: non si applicano sanzioni se la fattura viene emessa entro il termine di liquidazione dell’Iva e, sempre per i primi sei mesi del 2019, è prevista anche una riduzione a un quinto delle sanzioni applicabili nel caso in cui la fattura sia emessa entro il termine di liquidazione Iva relativa al periodo successivo. Resta possibile, infine, avvalersi del ravvedimento operoso per ridurre ulteriormente le sanzioni dovute.

La Camera di commercio

“Da anni ormai assistiamo le imprese nella fatturazione elettronica verso la pubblica amministrazione - spiega il segretario generale Giuliana Piandoro - e i risultati in termini di adesioni da parte delle nostre imprese sono molto incoraggianti”. La fotografia in tempo reale scattata da Infocamere dall’entrata in vigore dell’obbligo (31 marzo 2015) parla di ben 662 imprese che hanno aderito al servizio gestito dalla Camera di commercio di Terni per un totale di 7.860 fatture registrate. “Dal primo gennaio - prosegue Piandoro - ci sarà una vera rivoluzione per le imprese con l’obbligo di fatturazione elettronica esteso anche ai privati, immagino che all’inizio la novità potrà rendere più complesse le procedure ma una volta che l’innovazione sarà entrata nella routine di un’azienda i vantaggi saranno notevoli, in primo luogo per la riduzione di adempimenti fiscali ma anche per i contenimento di costi connessi alla scomparsa della documentazione cartacea”. 

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