Treofan Terni, due ore di sciopero dopo l'incontro di ieri al Ministero

L'annuncio di Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil :"Fortemente insoddisfatti delle risposte fornite al tavolo e dell’atteggiamento aziendale"

Si è svolto, nella giornata di ieri, un incontro al Mise che ha visto partecipare i vertici aziendali di Jindal e di Treofan. Inoltre i rappresentanti delle regioni Campania e Umbria, sindaci dei territori interessati, rappresentanti sindacali nazionali e territoriali, Rsu e una delegazione di lavoratori degli stabilimenti italiani di Terni e Battipaglia. Sotto la sede del Ministero, durante il vertice protrattosi per diverse ore, c’è stato un presidio dei lavoratori dei due stabilimenti i quali hanno manifestato tutta la loro preoccupazione e contrarietà al comportamento dell’azienda.

Le richieste dei sindacati e il confronto con la Jindal

"Al tavolo è stato ribadito con forza come fondamentale elemento la partenza di un corretto dialogo e la necessità di ripristinare un contesto adatto a serie relazioni industriali, ad oggi inesistenti, attraverso la revisione delle azioni fin qui messe in atto dall’azienda. - sottolineano Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil - E’ stato il primo vero momento di confronto con la Jindal dopo l’acquisizione del Gruppo Treofan. Il primo atto in cui abbiamo potuto conoscere personalmente il Ceo tedesco di Treofan/Jindal Film Europe Dott. Manfred Kaufmann.

Abbiamo richiesto come condizione pregiudiziale di rifornire da subito lo stabilimento di Battipaglia delle materie prime per tornare alla produzione attraverso i quantitativi di ordinativi necessari a fare marciare gli impianti di produzione; alla stessa stregua abbiamo chiesto di fermare qualsiasi trasferimento in atto di produzione dagli stabilimenti italiani verso l’impianto tedesco di Treofan e soprattutto quello di Brindisi di Jindal. Operazione che ci risulta essere confermata e che rappresenta una scelta estremamente scorretta e provocatoria, soprattutto nel trasferimento ordini di specialty. E’ fondamentale per affrontare ogni decisione che il Gruppo Jindal presenti al più presto un piano industriale che scommetta sulla crescita dei volumi produttivi in Italia e che sia in grado di valorizzare sul mercato il know-how dei lavoratori e degli impianti di Terni e Battipaglia.

I sindacati firmatari poi spiegano "Abbiamo anche però appreso in modo palese che chi era seduto al tavolo in rappresentanza dell’azienda, ha utilizzato argomentazioni non corrispondenti al vero, scarsa conoscenza e dati numerici discutibili ed ha, al tempo stesso, dimostrato limiti sulla autonomia decisionale di Kaufmann che è totalmente condizionata da “Mr Jindal”.

I presenti in rappresentanza dell’azienda, non hanno potuto fare altro che prendere atto delle richieste, prendere l’impegno di fornire le prime risposte entro venerdi, dopo avere riferito direttamente alla proprietà, rispetto alla ripartenza degli impianti di Battipaglia e degli ordinativi spostati dallo stabilimento di Terni in favore di quello di Brindisi.

Fortemente insoddisfatti delle risposte fornite al tavolo, e dell’atteggiamento aziendale, restano pertanto confermate tutte le iniziative sindacali messe in atto fino ad oggi. Vista la convocazione per il prossimo venerdì 11 gennaio dalla quale ci attendiamo risposte concrete rispetto alla ripartenza in particolare dello stabilimento di Battipaglia, le scriventi a sostegno delle nostre richieste dichiarano uno sciopero di due ore per la giornata di domani, durante le quali si terranno assemblee con i lavoratori negli stabilimenti.

Chiediamo - sottolineano le organizzazioni sindacali - al Ministero ed al Governo di attivarsi ulteriormente al fine di avere al tavolo interlocutori che siano in grado di dare risposte ed assumersi responsabilità nei confronti del nostro paese.Siamo a conoscenza del fatto che anche ieri, mentre le Parti erano riunite, nelle società continuavano spostamenti ulteriori di produzioni, perciò, oltre a diffidare ancora l'azienda di continuare queste scorrette pratiche, avvisiamo che in mancanza di impegni concreti la risposta dei lavoratori sarà assolutamente proporzionata al danno che Jindal sta creando agli stessi"

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