Vertenza Treofan, Jindal chiude lo stabilimento di Battipaglia. I sindacati: vergognoso

L’azienda invia un gruppo di guardie giurate a presidiare l’impianto pugliese. La multinazionale: realizzare l’integrazione delle due società. Le organizzazioni dei lavoratori: schiaffo all’Italia, via alla mobilitazione

Prima è arrivato un gruppo di guardie giurate a presidiare lo stabilimento di Jindal-Treofan di Battipaglia. Poi, la multinazionale ha inviato una lettera alle organizzazioni sindacali con la quale spiegava la motivazione di chiudere l’impianto pugliese con la necessità di “realizzare con successo l’integrazione delle due società”.

Fa male come un’improvvisa doccia gelata”, commentano le segreterie nazionali di Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil. “Mentre il Mise sta lavorando con il sindacato per costituire un tavolo con l’azienda indiana, dove si possa finalmente discutere del futuro dei lavoratori Treofan italiani, l’azienda inoltra alle organizzazioni sindacali e alla rsu di Battipaglia l’avvio di procedura di cessazione delle attività produttive chiudendo lo stabilimento, senza che i vertici italiani e di Battipaglia fossero informati di nulla”.

Benzina sul fuoco di una vertenza che era già incandescente: “Tutto chiaro – dicono ora i sindacati – l’integrazione delle due società immaginata dall'illuminato management è un insieme rappresentato dalle produzioni di Jindal con i soli clienti di Treofan. Inoltre, mentre chiudono Battipaglia, continua lo svuotamento di ordini del prodotto di punta dallo stabilimento di Terni”.

“Tutto ciò è inaccettabile – rilanciano i sindacati - non tollereremo oltre le angherie della società indiana: la prossima settimana avvieremo più energiche manifestazioni dei lavoratori del gruppo individuando anche un presidio sotto l’ambasciata Indiana. Ci aspettiamo un vigoroso intervento del governo italiano nei confronti dell’India, per il grave strappo di relazioni istituzionali prodotto dalle azioni del gruppo Jindal. A questo punto non è più rinviabile una convocazione urgente da parte del Mise per discutere in quella sede il piano di cessazione delle attività avviato dal gruppo Treofan-Jindal”.

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